Il punto di vista – “L’incertezza dell’Europa” – di Mariantonietta Valzano

lente ingrandimento

“Il punto di vista” di Mariantonietta Valzano

Ho avuto difficoltà a decidere quale argomento sottoporre alla pazienza e all’attenzione dei lettori, a cui devo rispetto. Per tale motive, nella mia riflessione si è fatta evidente una condizione di tale “senso di riempimento” che in questi ultimi giorni mi ha pervaso totalmente.

Ci sono stati molti accadimenti: l’alluvione in Romagna, la discussione del MES, la presunta rivolta della brigata Wagner, l’implosione del sottomarino Titan. Il tempo quotidiano è stato quindi caratterizzato da un susseguirsi di informazioni che mi lascia molto perplessa. Iniziamo dall’alluvione in Romagna. Un evento estremo e catastrofico che si è verificato a più riprese in una porzione di territorio già ritrovata letteralmente sommersa. Non si può imputare solo all’incuria degli invasi, come qualcuno ha accennato, in realtà la quantità di pioggia caduta nella prima metà di maggio vanno dai 400 ai 500 mm, di cui solo 200/250 in 24h ed è l’equivalente di tutta la stagione primaverile.

Se consideriamo questo, abbiamo la misura dell’evento, che obbligatoriamente viene definito CATASTROFICO. Ora, la riflessione ci impone, per dovere di onestà, di considerare questa eccezionalità nell’ambito di un cambiamento climatico che, a mio umile avviso, è già superato… stabilizzato come una nuova struttura climatica completamente diversa e che va a distruggere vite. Sono consapevole della forza, la tenacia,  soprattutto, di cui il popolo romagnolo ci ha dato prova, ma ritengo che il problema non sia circoscritto alla loro regione, perché adesso si è verificato lì ma in futuro, con queste situazioni climatiche nuove di temporali che si autogenerano, stagnando su una porzione di territorio, è quasi ovvio che anche altre zone saranno colpite. Come evitare queste catastrofi annunciate? Sicuramente si possono mettere in opera canalizzazioni e invasi  che facciano defluire e ammortizzare la mole enorme di acqua, ma il problema di fondo è la struttura climatica che dovrebbe essere modificata e sulla quale non ho competenze ma solo speranze.

La discussione del MES. Su questo punto la mia memoria pregiudizievole ricorre alla Grecia delle lacrime e sangue di Tsipras, che ha generato povertà e difficoltà. Anche con la stessa franchezza, non ho competenze ma speranze che a fronte dei fondi del PNRR che ci erano stati assegnati, si possa ovviare alla richiesta operativa del MES da parte del nostro Paese. Certo ho  il timore che arrivi quel momento ineludibile in cui il nostro PIL scenderà sotto la media europea e per il quale saremo attaccati sul nostro enorme debito pubblico, che ammonta a circa 996 miliardi al mese di interessi ad  aprile 23 relativi a un debito di circa 2800 euro, con un rapporto debito/PIL al 144%. Sicuramente in questa eventualità, se non cambiano alcune regole sul patto di stabilità, ci organizzeranno le riforme salva-stato che, come al solito, pagheremo noi comuni cittadini con le stesse lacrime e sangue dei greci. Stiamo col fiato sul collo ecco perché lo spettro Grecia purtroppo mi appare insistentemente, anche perché non credo che dopo l’ultimo quinquennio il mondo possa dirsi uguale a prima; forse bisogna accettare il fallimento del capitalismo esasperato come si è accettato il fallimento del comunismo dittatoriale ed iniziare un nuovo modo di governare l’economia che preveda anche nuovi parametri di ricchezza e di crescita.
La presunta rivoluzione della Brigata Wagner. Dico presunta perché non si è proprio capito dove si voleva andare a parare. Una rivoluzione? Una dimostrazione di forza? Una richiesta di visibilità? Si sono palesati diversi interrogativi e non ci sono risposte certe, tranne che allo stato attuale Prigozhin è sparito, forse è in Bielorussia, forse no, mentre Putin continua a farsi vedere mentre fa una sorta di propaganda sulle mire in Ucraina, che ogni tanto si contraddicono. Anche su questo punto la crisi della Wagner probabilmente risente delle condizioni che hanno generato le sanzioni internazionali, in Russia comunque l’economia di mercato non accontentava tutti prima ed  ora ci saranno ancora più criticità. Non si è capito neanche perché a Rostov la Brigata Wagner non abbia trovato resistenze e si sia mossa tra gli applausi. È tutto molto confuso.

Infine il disastro del Titan, un disastro non figlio dell’amore per la scienza, non dell’esplorazione, ma dell’ostentazione, della manifestazione di una potenza economica che si può permettere viaggi impossibili, che possono essere l’orbita terrestre quanto gli abissi del mare, pagando cifre astronomiche che servirebbero sia a placare la fame nella pancia di tante persone quanto alla ricerca delle malattie, oppure alle piccole imprese o ancora a costruire un mondo migliore… ma forse volevano emulare i grandi esploratori del passato che tanto hanno dato all’Umanità! Peccato che immagino le capacità fossero diverse. Dopodiché l’accaduto è, e resta, una tragedia: cinque vite spezzate in fondo al mare che vanno ad aggiungersi alle anime del Titanic nella Pietas con cui gli antichi abbracciavano le persone nella loro fragilità, anche quella dell’onnipotenza, della sfida e  dell’adrenalina. Resta il dubbio sulla struttura sottomarina che comunque è non solo risultata inadeguata, ma anche troppo spartana ed angusta per una impresa del genere. In futuro si dovrà pensare meglio queste navicelle sottomarine.

Bene, alla luce di tutto questo, il senso di incertezza mi pervade; a fronte di una organizzazione europea solida mi appare più un groviglio di evidenti contrasti, in un momento dove la ” barra” non è più a dritta e non si sa dove punta.

Probabilmente è il segno di questo tempo di guerra tra le guerre che costituiscono la Guerra Mondiale a pezzi, tante volte denunciata da Papa Francesco, oppure la catastrofe di un diluvio che ci ha colpito come Paese, a cui sono scampata solo perchè più a sud. Oppure è semplicemente il senso di abbandono in questo turbinìo di decisioni che vengono prese ai cosiddetti piani alti, tra politiche che si contraddicono, e inflazione che erode risparmi in uno Stato in cui è difficile curarsi, dato che la Sanità pubblica è assolutamente SBRANATA da interessi di dubbio valore, che mi mette angoscia per il futuro.

Un futuro difficile e incerto per tutti.

Mariantonietta Valzano

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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1 risposta a Il punto di vista – “L’incertezza dell’Europa” – di Mariantonietta Valzano

  1. Avatar di Maria Cacciola Maria Cacciola scrive:

    Un’analisi circoscritta ad alcuni temi,svolta con attenzione e partecipazione che in realtà apre spazio a importanti riflessioni sul nostro mondo attuale e ci invita a pensare e a rivedere il nostro modo di vivere il presente in funzione del futuro e di ciò che è già stato.
    Grazie dott.ssa Valzano per il suo stile sobrio, sentito e coinvolgente.

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