Per la nostra rubrica dedicata alle donne, diamo il benvenuto ad una nuova autrice, Ester Bonelli, che si presenta con “Donna d’altro tempo”, una lirica dolce e delicata che, con sapiente accortezza, dipinge pennellate di versi che svelano non solo un affettuoso ricordo, ma anche un tenero rispetto verso una figura di donna, forte eppure amabile nella sua soavità. Commuove e risalta “la nonna piccolina e silente” che profuma di talco e diviene paradigma di un secolo ormai scomparso, “quando aurei fluttuavano i campi” e rigoroso era il comportamento, poco incline a superficiali convenzioni. Accurato articolarsi di figure retoriche conferiscono una pregevolezza ulteriore a versi già pervasi di profondo significato, espresso in modo eccellente nella chiusa finale. [Maria Rosaria Teni]
Ai primi bagliori d’un giorno pari
di un secolo imperscrutabile e nuovo
quando aurei fluttuavano i campi
e sgravavano dolenti gli armenti
in fretta, ché la mietitura l’attendeva
tua madre così ti partorì, senza lamenti.
Mai ti chiesi, non seppi delle tue gioie,
com’eri bambina, quante ali avevi
se scegliesti, talvolta o obbedisti solo.
Di te non ricordo risa, nei tuoi vividi
occhi l’ombra mesta d’una quiete
dovuta, un segno di croce muto.
Piagata mi parve sempre l’anima tua
di fatali lutti qua e là chiazzata
tu, la mia nonna piccolina e silente:
nei tuoi sguardi avrei trovato risposte
se attenta e adulta li avessi letti.
Non conservo di te moine, carezze
baci ma un odore di talco e colonia
unica blandizia tua, esser pulita
in quelle vesti sobrie, nei tuoi neri
capelli che solo alla fine alla canizie
[s’arresero.
Come non avessi un corpo ma quel
grembiule di tasche e dolcetti colmo
come non avessi voce, ma una lenta
bisbigliante giaculatoria interna.
Te ne andasti così, com’eri vissuta
lesta e discreta, senza dare fastidio.
Di te mi porto dentro di non averti
compresa il rimorso, e quell’unico
sorriso, nell’attimo del tuo trapasso.
Ester Bonelli
Ester Bonelli nasce a Caltagirone, in provincia di Catania, nel 1968. Insegnante di scuola Primaria, si dedica alla lettura prima ancora che alla scrittura; tra i suoi autori preferiti, Dino Buzzati, Antonio Tabucchi, Italo Calvino, Vasco Pratolini e molti altri scrittori del Novecento. S’innamora della poesia fin da ragazzina, attraverso le poesie di Montale, che rimane uno dei poeti a lei più cari, accanto a Sinisgalli, Gatto, Cardarelli, Luzi. Inizia a scrivere brevi racconti sin da adolescente; collabora per alcuni anni con una emittente televisiva locale, Video Mediterraneo, e il giornale ad essa legato “I Mediterranei” dove cura rubriche dedicate ai libri. Dal 2016 lavora, per alcune stagioni, per la Giunti, in particolare per la rivista “La Vita Scolastica” dapprima occupandosi di didattica della lingua italiana e poi recensendo libri per bambini in un’apposita rubrica. Alla scrittura in versi approda in età matura: nel 2019 pubblica alcune poesie sulla rivista letteraria “Lunarionuovo”, (https://www.lunarionuovo.it/comari/) partecipa a qualche concorso, ad alcuni contest, classificandosi ai primi posti; arriva in finale al premio “Impavidarte”, nello stesso anno, e pubblica nell’antologia dell’edizione 2018-2019 la poesia finalista, dal titolo “L’ombra di un uomo” che si aggiudica anche una menzione speciale della critica. Molto attiva sui social, alcune sue poesie e racconti brevi, vengono pubblicati sul blog “Lettera 32-Scrittori e Poeti allo Sbaraglio”, e sulla pagina Facebook dello stesso; una sua poesia, dal titolo “Il volto della clessidra” partecipa all’omonimo contest guadagnandosi la pubblicazione ancora sul blog. A giugno 2020 pubblica, con la casa editrice Nulla Die, la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Come un cielo di Marzo”. Nell’estate del 2022, un suo breve racconto, dal titolo “Silenzio” viene inserito nell’antologia “Estate in cento parole” della casa editrice Giulio Perrone. A dicembre 2022, quattro tra le sue poesie vengono pubblicate sul blog Neobar (https://neobar.org/2022/12/18/come-un-cielo-di-marzo-quattro-poesie-di-ester-bonelli-cipriano- gentilino/) .
