Lirica struggente che descrive la realtà di un oggi martoriato dall’indifferenza, dalla superficialità, dalla violenza e si articola senza orpelli attraverso una versificazione incisiva e lucida che colpisce e fa riflettere. Il Natale deve farci capire l’importanza dell’amore e della condivisione e il poeta, nella chiusa, apre a una speranza di rinascita. [Maria Rosaria Teni]
Piange il bambino delle favelas,
nella discarica non ha trovato nulla;
piange il bimbo nero sulle onde
di un mare in tempesta come la sua vita,
sua madre l’ha affidato agli scafisti,
pensando vanamente abbiano un cuore.
Piange il ragazzo ucraino nel rifugio,
un razzo ha distrutto la sua casa,
affidato alla carità di altri, è rimasto solo,
non c’è più la mamma a stringerlo al cuore,
mentre cadono bombe, senza senso.
Piange il Figlio di Dio nella mangiatoia.
È Natale! Forse il suo pianto sarà lavacro
di questo nostro disperato mondo.
lucio zaniboni

