“Natale” di Lucio Zaniboni

Lirica struggente che descrive la realtà di un oggi martoriato dall’indifferenza, dalla superficialità, dalla violenza e si articola senza orpelli attraverso una versificazione incisiva e lucida che colpisce e fa riflettere. Il Natale deve farci capire l’importanza dell’amore e della condivisione e il poeta, nella chiusa, apre a una speranza di rinascita. [Maria Rosaria Teni]

Piange il bambino delle favelas,

nella discarica non ha trovato nulla;

piange il bimbo nero sulle onde 

di un mare in tempesta come la sua vita,

sua madre l’ha affidato agli scafisti,

pensando vanamente abbiano un cuore.

Piange il ragazzo ucraino nel rifugio,

un razzo ha distrutto la sua casa,

affidato alla carità di altri, è rimasto solo,

non c’è più la mamma a stringerlo al cuore,

mentre cadono bombe, senza senso.

Piange il Figlio di Dio nella mangiatoia.

È Natale! Forse il suo pianto sarà lavacro 

di questo nostro disperato mondo.

                                lucio zaniboni 

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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