
Un giovane poeta, originale, che usa un lirismo, a tratti classico, di impronta evocativa e nostalgica. I suoi versi richiamano le antiche ballate che, in questo caso, sono rivestite di sentimenti e introspezioni nettamente contemporanee. E nella chiusa finale, la lirica si apre a nuova vita, portando in primo piano l’importanza di rinnovarsi ogni giorno, con un inizio nuovo. [Maria Rosaria Teni]
Un raggio di sole, così piccolo e
Così tenue da sembrare un fremito
Di foglie: rosse, senza più aver
Nessun altro luogo ivi riposar.
Le more hanno un sapore
Impossibile da dimenticare.
Et voilà! Eccola, la mia infanzia
Che scorre a me dinnanzi;
Mamma e papà gridano, danza
La mia tristezza in questa vuota
Stanza mentre mi chiedo: amarsi?
Nulla v’è di più complicato
In codesto orrendo,
Ma al contempo così meraviglioso mondo.
Mi seggo sulle gambe d’Artemide
Così bella e giovine, la vergine
Selvaggia della luna crescente.
Sciocchi voi che perseguite un fine;
Ogni fine è un inizio, mi ripeto
Mentre lento vo’ passeggiando
E lentamente va spegnendosi la sigaretta.
Charles LaBarre
( pseudonimo)

Charles LaBarre è il suo pseudonimo; è originario di Avellino e ha 20 anni. Così si presenta: “Sono un poeta. Per scrivere, fondamentale è l’incomprensibilità; questa, che è il grande teatro e dunque poesia: magia”.

L’ha ripubblicato su Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava.