La giovanissima poetessa che presento oggi mi ha colpito particolarmente. In un profluvio inarrestabile di parole ha avuto la capacità di suscitare emozioni in un crescendo di versi, non-versi, in una successione impetuosa che solo una vis poetica fortemente interiorizzata può sostenere. A conferma della potenza della poesia, Giulia, presentandosi,scrive: ” Mi presento, sono Giulia Celletti, ho 17 anni e frequento il liceo classico Virgilio a Roma. Fin da piccola ho sempre amato scrivere poesie, scrivere di me e scrivere del mondo e riuscire a fare di questa passione un lavoro è sempre stato il mio sogno. Scrivo tutti i giorni, ispirata dalla prima cosa che capita, da un particolare che osservo, da un’emozione che sento. Credo che scrivere sia il modo migliore attraverso il quale riesco ad esprimere me stessa e le mie emozioni, penso che trasmettere emozioni attraverso la poesia e le parole sia uno dei modi più impattanti, potenti e romantici che esistano.” Leggendola, ho ritenuto opportuno non escludere alcuna delle poesie che mi ha inoltrato, perché ognuna merita di essere apprezzata e approfondita. Buona poesia, Giulia! (Maria RosariaTeni)
se assaggio questa notte
assomiglia al caffè
amaro sapore del tempo perduto
di ciò che è accaduto
se respiro la notte
sa di fumo
una scia che si porta via una parte dei pensieri
e svanisce con essi
nell’aria di questa Roma confusionaria
abitudinaria
gran parte di questi invece
fluisce nelle mie vene senza una direzione
se osservo questa notte
sa di luna:
la osservo attraverso una finestrella
è ormai stanca di splendere nell’ombra
ma è l’unico punto luminoso
questa notte
dove le stelle si son nascoste dietro le nuvole
è rimasto giusto qualche lampione
che illumina una stradina
così ferma e persa
come la mia anima di notte
inerme di fronte alla potenza dei pensieri della mente
sola
incapace di trovare la sua colonna sonora

ph Eleonora Mello
i sogni mi restano stanotte:
l’unica salvezza
gli unici in grado di mantenere il mio stato di ebbrezza
li afferro da lontano con una mano
sono vivi
ancora
irrealizzati
idealizzati
fortuna che sono interminabili
per loro io ancora gioisco
e vivo
con tutta la mia contentezza
io vivo
finirò all’inferno
la mia pena è quella di non accettare
mi visualizzo in un loop infernale
dannata dalla presunzione e dalla testardaggine
dannata dall’amore
costretta a ripetere in eterno la mia pena
seguire la testa con i piedi piantati per terra, consumata dal terreno e assordata da voci infernali che mi ripetono che sono sbagliata
sputandomi in faccia la realtà
tenendomi gli occhi aperti fino a farli lacrimare
“devi accettare” li sento urlare
mentre sprofondo nelle sabbie mobili della monotonia e della quotidianità
consumata pian piano
da questa realtà
questa sera non dormo
il cuore mi pesa
lo stomaco è in guerra
scalpito, impazzisco
pensiero fugace fulmineo
non posso accettare di viverti in modo superficiale
guardarti dispersa nel tuo schermo sfocato
sentirti con la voce rovinata dal microfono
toccarti dentro senza guardarti davvero
non posso accettarlo
non per te
non con te
questa sera non dormo
è una bella colpa quella che mi affido
quella di averti notato
consapevole di ciò che sarebbe stato
del dolore che avrei provato
sapevo che avresti lasciato un segno tatuato
questa sera non dormo
nella nuvoletta di fumo che butto fuori non riesco a fare a meno di visualizzare noi
in una reale e così vera realtà
talmente concreta da poterla toccare con mano
da poterti toccare piano
questa sera non dormo perché non riesco a fare a meno di sentire il profumo di una nostra ipotetica
quotidianità, con il tuo odore sul cuscino e i segni sulla pelle
questa sera non dormo
non riesco a fare a meno di sentire la tua voce che mi dà il buongiorno
il tuo buonanotte sussurrato dopo averti consumato e poi accarezzato
non riesco a fare a meno di vedere te, ragazza, che arrivi con il tuo e solo tuo modo di camminare verso di me, mi vieni a prendere a scuola e mi saluti “ ciao tu”
e poi un bacio porco e poetico
questa sera non dormo
non riesco a fare a meno di visualizzarci nella realtà che meritiamo
respirando l’aria della stessa città
e vorrei mostrartela tutta la bellezza di questa magica città
e fermarmi in ogni angolo per lasciare il nostro segno
vorrei percorrere interminabili chilometri sul lungotevere
e confonderci nel buio della notte
vorrei ballare fino a sfinirci e cantare le nostre canzoni fino a percorrerci interamente
l’una dentro l’altra
abbiamo così tanto da dirci, da guardarci, da sentirci
questa sera non dormo
vorrei distendermi sul prato e osservare quel tappeto di fragole e sognarci lì
in un mondo trascendente
vorrei scolpirci come più preferiamo
immortali e realizzate
libere e spensierate
in un mondo ultraterreno che avrebbe i nostri nomi incisi a donargli un titolo
ma che allo stesso tempo sarebbe ineffabile
un mondo dove l’aria che si respira è poesia, il cielo è arte e tutto il resto è magia dannatamente reale
e dunque si abbiamo questo sogno nascosto noi
ma è prezioso
è nostro
non dirlo al mondo: è mostro
questa sera non dormo
vorrei poter viaggiare con te e non dover viaggiare per te
questa sera non dormo
vorrei poter scrivere con te e non solo scrivere di te
questa sera non dormo
un mare di cose impossibili da immaginare e che ancora non abbiamo vissuto, mondi in cui non siamo entrate, realtà immaginarie in cui non abbiamo viaggiato,
maree che non abbiamo attraversato
parti di noi che non abbiamo sfiorato
tutto questo ci perdiamo
non avremo mai la possibilità di sentire il profumo di ciò che sarebbe stato
questa sera non dormo
“perché non siamo come gli altri mi viene da domandarci”
“perché sappiamo complicarci avvicinarci aggrovigliarci sparpagliarci avventarci tormentarci toccarci raccontarci guardarci sognarci
ma non riusciremmo mai a dimenticarci”
questa sera non dormo
continuo a tremare di paura
assordata da voci malefiche
“ma hanno ragione oppure no”
chi ha ragione
continuo a sentirle
ma io mi sento di più
mi combatto dentro
questa sera non dormo
ho paura
guardare in faccia la realtà con gli occhi della verità
verità bastarda
non la sento abbastanza
cieca o tracotante
non voglio darle ascolto credo nelle carte
lei è distante oltraggiante
ti spezza le ali ma io sto già volando senza
con i piedi a terra soffrirei di astinenza
è colpa di quel curioso e misterioso onnipotente che pompa vita nelle mie vene
chissà cos’ha in testa
tra stomaco testa e cuore potrei parlare di un manicomio di gioia e dolore
questa sera non dormo
avrebbero dovuto insegnarmi
che così è
e non può non essere così
e io invece ancora credo che no, non può essere così
e che è così, così come l’ho sempre sognato io
questa sera non dormo
sono bloccata
con una catena al polso
la suola scollata da terra
e la voglia di cambiare un’immutabile realtà impossibilmente possibile
questa sera non dormo
non voglio sentirti, voglio sentirti
non voglio vederti, voglio vederti
non voglio averti, voglio averti
non voglio te, voglio te
ma arderemo fino a bruciarci
questi chilometri ci consumeranno e cosa resterà di noi?
un monologo
una parola virtuale
un raro tocco reale
uno sguardo filtrato da uno schermo
questa sera non dormo
siamo due anime sprecate
visualizzo parole che non verranno mai pronunciate
bruciano come cenere portata via dal vento
mi manca tutto quello che non abbiamo vissuto e che non vivremo
non posso immaginarlo
questo mi manca
e sempre mi mancherà questo pezzo
non sapere
non poter vedere
non poter vivere
brucia
brucia forte
questa sera non dormo
non voglio scrivere nè immaginare tutto ciò che avremmo da fare
perderebbe valore
si spegnerebbe abbandonandolo su carta
e spero solo che non rimanga lì inciso su carta
incapace di prendere vita
questa sera non dormo
non riesco a digerirlo stasera
anzi si è bloccato in gola
a 18 anni non riesco ad ingoiare le pasticche
a 18 anni non riesco a mandare giù ciò che non voglio accettare
questa sera non dormo
sputo rabbia e mi perdo nel mio tormento
è il capriccio di un bambino che vuole altro
e vive fremendo
questa sera non dormo
dannata e tormentata dal non posso
questa sera non dormo
di accettare ho bisogno
ma ti chiedo scusa mamma non posso
questo è il mio grande dolore
mi scalfisce ma mi salva
mi tormenta ma mi tiene in vita
sono dipendente ma è il mio salvagente
voglio quello che non c’è
non accetto che sia possibile
sogno l’impossibile
è un masochismo di carezze
sono pazza ma sono sana
non posso accontentarmi, non posso darla vinta ad un mondo bastardo
vivo grazie al mio tormento
e muoio se accetto questo
devo vivere la mia scena
è la mia pena
non resisto tremo
resto
ma giuro adesso
solo per la parola vivo
io faccio casino
Giulia Celletti


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