Il Punto di vista – “Ancora un sacrificio per Mattarella” di Mariantonietta Valzano

lente-ingrandimento-e1587923966176Si è conclusa la pantomima partitica per l’elezione del nostro Presidente della Repubblica, a prescindere dal mio desiderio di un “Mattarella Forever”, si è assistito ad una triste rappresentazione teatrale di rese dei conti all’interno di ogni area politica. A fare le spese di tutto, come al solito, è il popolo italiano, non perché si è finito per riconfermare il primo cittadino Sergio Mattarella di cui parlerò più avanti, ma perché non ci sono né volontà e né preparazione politica che siano degne di questa parola inventata dai greci che viene da polis e ha come sostanza la cura della polis, cioè della società.

Ogni partito ha giocato una partita tira e molla, consumando uno scempio di nomi votati solo per giungere alla fine, dicendo: “Non siamo stati capaci a fare di meglio che ridarti la croce addosso, caro Sergio”.

Di sicuro, il Presidente Mattarella è un grande Presidente, sia per spessore morale che per preparazione; tuttavia, non si può non notare che, nonostante egli stesso abbia detto più volte, da un anno circa, di non voler intraprendere un secondo mandato, i partiti con i loro esponenti rappresentativi e i loro leader in particolare, non sono stati in grado di trovare una persona che potesse essere eletta inquilino del Colle.

Forse non ci sono persone di spessore morale e culturale in Italia? Assolutamente; ci sono sia uomini che donne – che per inciso avrei auspicato. Il problema sono i giochi di mera politica, giochi di potere all’interno di un partito e/o di uno schieramento, giochi tra correnti e litigi inutili che hanno contribuito ad allontanare il cittadino dalla vita politica di questo Paese.

Ci sono ragioni oggettive per non trovare un esponente della vita pubblica e non, che abbia caratteristiche di super partes?

No, non ci sono

Queste pantomime hanno consentito lo svalutarsi delle nomine che avrebbero potuto, e in qualche caso è avvenuto, essere seriamente in lizza per essere il primo cittadino italiano.

Ma forse noi non ci siamo adeguatamente interrogati sul perché sia accaduta questa disfatta della politica.

Sono almeno tre decenni che la vita politica non rispecchia più il valore e il volere degli italiani. Le elezioni, tra riforme elettorali che si alternano, sono volte a garantire più un seggio prestabilito in Parlamento che l’effettiva elezione di un rappresentante del popolo italiano.

Basti pensare agli eletti che hanno procedimenti giudiziari in corso o li hanno avuti, che hanno adornato con la loro presenza l’organo legislativo preposto dalla nostra Costituzione.

In questo scenario i partiti e i sindacati non hanno più nella loro compagine eletta esponenti eletti o preposti alla guida aderenti al territorio né tantomeno alle reali esigenze del mondo del lavoro (tranne qualche rara eccezione).

Questo distacco del reale ha portato da una parte i “radical chic”, da un’altra i “sovranisti”, da un’altra ancora il popolo dei “vaffa”. Tutti all’inizio apparentemente hanno fatto proprie le istanze degli italiani, peccato che quel momento della verità quando si doveva agire si sono rivelati più o meno tutti molto lontani dai bisogni effettivi del popolo. Potrei fare mille esempi: della scuola e sanità bancomat a cui attingere, lo svilimento dello statuto dei lavoratori con perdita dei diritti per i quali i nostri padri hanno lottato, la crescente analfabetizzazione culturale, la trasformazione della politica in business con conseguente ghettizzazione delle periferie del Paese visto solo come serbatoio di voti e mai approcciati per perseguire un effettivo sviluppo.

Oggi siamo un Paese anche povero e non solo perché la politica non ha avuto come obiettivo il Ben-Essere del popolo italiano, ma anche perché gli italiani non lo hanno preteso.

Veniamo al nostro Presidente rieletto, sicuramente molto amato e stimato, con una grande pazienza oltre che senso di responsabilità. Ha dimostrato di essere una guida nel suo discorso dove io…misera avrei fatto una reprimenda, lui invece ha gettato le basi per costruire, ha “proposto” e delineato una rotta di alto profilo ha educativamente dato a tutti una via di riscatto con cui elevarsi e aiutare il popolo italiano ad attraversare e superare le sfide dei prossimi anni che non saranno facili.

E allora grazie Presidente Mattarella perché ci ha dato la speranza di diventare migliori e magari in un prossimo futuro attuare quel connubio politica – cittadini che tanto è necessario per arrivare ad un domani in cui il Ben – Essere sia realtà ad ogni livello e in ogni luogo del nostro Bel Paese.

Mariantonietta Valzano

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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