
Qual è il rapporto tra mitologia e psicoanalisi nel pensiero di J. Lacan? Sebbene Lacan, in antitesi tra Freud e Jung, non avesse un grande significato per la mitologia e la storia, ha visto la mitologia come uno specchio per sviluppare un dialogo.
J.Lacan ha parlato di Hommoinsun. Non possiamo conoscere se Hommoinsun sia una persona della storia o della mitologia, ma troviamo un rapporto con la figura di Prometeo.
Prometeo (in greco antico: Προμηθεύς, Promethéus, «colui che riflette prima»), è un personaggio della mitologia greca. L’epiteto di Prometeo (“colui che riflette prima”) lo contrappone a uno dei suoi tre fratelli (Epimeteo) che invece è “colui che riflette dopo”. Secondo la mitologia, Prometeo rubò il fuoco agli Dei per darlo al genere umano e la sua azione, che avvenne in antitesi a Zeus ed è posta ai primordi dell’umanità, rappresenta l’origine della condizione esistenziale umana. Anche secondo la storia della cultura occidentale, Prometeo può essere considerato un simbolo di ribellione o possiamo dire un rivoluzionario e di sfida alle autorità o alle imposizioni, così anche come metafora del pensiero ed archetipo di un sapere sciolto dai vincoli del mito, della falsificazione e dell’ideologia.
Il padre dell’orda primitiva, una figura del piacere primordiale senza limiti, un uomo fuorilegge, un essere non eunuco, un uomo non castrato in funzione fallica. J. Lacan voleva sempre una rappresentazione intuitiva matematica e con l’ uso dei grafi, con le figure topologiche e con le forme matematiche indicava la forza della psicoanalisi. E, come scrive Samantha Monaldi (Matematica lacaniana: qual è il valore della tipologia in psicoanalisi?), non voleva le formule matematiche per originare e alimentare la disciplina matematica fine a se stessa, ma per rendere metaforicamente i concetti che affronta.
Cosi quando J. Lacan parla di Hommoinsun si riferisce ad una formula matematica o meglio a una nuova scrittura come: ∃ Χ ΦΧ
Questa lettera ∃ è simbolo delfico e mistico simbolo, lettera enigmatica. Se la lettera E era il significato di «se», come base di ogni ragionamento sillogistico e caro quindi ad Apollo che, oltre ad essere dio di ogni cosa, era anche quello della dialettica, qui possiamo ricordare ciò che diceva Eraclito “Il signore che ha oracolo in Delfi non dice né cela, fa segni” «ὁ ἄναξ, οὗ τὸ μαντεῖόν ἐστι τὸ ἐν Δελφοῖς, οὔτε λέγει οὔτε κρύπτει ἀλλὰ σημαίνει». La lettera enigmatica ∃ era il simbolo della metafora di una porta che si apre sul vuoto. Il simbolo ∃ è la lettera del cartello che se lo leggeste, non resistereste alla voglia di aprire.
Νella logica matematica abbiamo: ∃ x: P(x) significa che esiste almeno un x tale che P(x) è vera, e anche ∃! x: P(x) significa che esiste uno ed un solo x tale che P(x) è vera.
La lettera ∃ è la realtà psichica secondo J. Lacan, è la trappola illusionistica che si lascia catturare dal suo desiderio di psicoanalisi, entrando cosi nella seduzione, nell’auto-seduzione, e ne rifrange la potenza per i suoi propri fini.
Apostolos Apostolou
Scrittore – Docente di Filosofia e Critico Letterario
