“L’arte ovverossia la ricerca della luce” di Gabriella Petrelli

51hJLwieH9L._SX323_BO1,204,203,200_“Il cercatore di luce”
 di Carmine Abate
   Mondadori, 2021

Carlo è un adolescente inquieto. Le relazioni affettive all’interno della famiglia sono difficili e complesse. Il disaccordo dei genitori che sfocerà nella successiva separazione, lo sguardo giudicante della madre che lo mette a confronto in modo antitetico con la sorella, le prolungate assenze del padre che fugge dalle dinamiche familiari da cui si sente oppresso, accrescono il suo disagio.
Altrettanto  conflittuali sono i rapporti con il mondo esterno e con l’ambiente scolastico in cui egli sperimenta un sentimento di noia che si unisce alla  scontentezza per gli insuccessi scolastici. Questa fragile condizione esistenziale ha un unico punto d’approdo nella figura della nonna paterna che si fa chiamare da tutti Moma. Lei diviene, nel corso del racconto, il punto di svolta, la possibilità che le oscurità del presente possano rischiararsi attraverso la narrazione degli eventi del passato in cui la nonna è stata in parte protagonista. Qui il destino di Carlo si interseca con quello del pittore Giovanni Segantini. Carlo è affascinato da una piccola riproduzione di un’opera del pittore che si trova nella sua camera. L’immagine, raffigurante una madre che tiene in grembo un bambino, proteggendolo amorevolmente con il suo sguardo ed il suo corpo all’interno di uno splendido paesaggio naturale, è la differente visione della vita, è l’inizio di un nuovo percorso esistenziale che, partendo dai racconti della nonna, lo porterà a riconoscere se stesso ed il proprio valore. Il quadro era stato regalato da Giovanni Segantini al nonno di Carlo che lo aveva conosciuto personalmente; le vicende esistenziali del pittore si snodano nella narrazione della nonna: la sua infanzia triste, la perdita prematura della madre, l’assenza del padre, il difficile rapporto con la sorella ed infine la riscoperta di se stesso attraverso l’arte e l’amore che lo legherà per sempre a Bice. Carlo si appassiona alla vita del pittore tanto da voler iniziare una ricerca personale sull’artista. Così  giunge alla contemplazione diretta di una delle più importanti opere del pittore “il Trittico della Natura”, attratto non solo dalla bellezza del quadro, ma anche dallo sguardo dolcissimo della giovane donna entusiasta che lo sta commentando. Carlo ha ritrovato se stesso nella sublime bellezza dell’arte e nell’amore verso la giovane donna che ne fa parte. La morte della nonna ora assume un nuovo significato: non più  abbandono e perdita, ma affermazione potente della vita e dell’amore, della bellezza eterna della natura sublimata nella pura essenza dell’arte. La luce che ha rischiarato l’esistenza e le ha donato senso e valore.
Gabriella Petrelli

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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