Credo che sia assai riduttivo celebrare il fenomeno della violenza sulle donne soltanto in un un giorno celebrativo di tale infamia. La parola ” violenza” andrebbe cancellata dal vocabolario in relazione a tutti, ma ancor di più, come è ormai maggiormente in uso, per quanto riguarda il mondo femminile. Una violenza quella contro l’idea del femminino che, come il mostro Cerbero, ha tante teste. Accanto ” alla violenza bruta” ci sono infatti molti modi per ferire la sensibilità femminile e calpestarne la dignità: la violenza verbale e quella psicologica fanno a volte altrettanto male e lasciano segni persino più indelebili di quella fisica. Ritengo che sia divenuto ormai un problema culturale … Famiglia e scuola dovrebbero impegnarsi a formare i futuri uomini quando questi sono ancora dei bimbi. Educazione e buoni esempi potrebbero rivelarsi lo strumento migliore per arginare una piaga, ormai divenuta purulenta, in via di espansione.
Dove
Se ne va
Un’anima
Ferita?
Ha ancora
Battiti
Per un sole
Che brilla?
Un prato
Di margherite?
Un tramonto
Sul mare?
Dove
Se ne va
Un’anima
Ferita?
Può
Ancora
Credere
Ad una carezza
Sincera,
Una promessa,
Un domani?
Dove
Se ne va
Un’anima
Ferita?
Non è
Più intera,
Non è più
Innocente,
Non è più
La stessa.
Cielo
E deserto
Si confondono:
Una luce
In penombra
Quella che
Le è ormai
Destinata.
Myriam Ambrosini

ph Eleonora Mello
