Versi fioriti sul crinale di emozioni latenti, rivestite di corteccia dura all’apparenza, ma tenera e timorosa di essere intaccata. Sono parole che si affacciano e vogliono vibrare all’unisono con la natura che invoglia alla vita e rifugge la morte. Una lirica di grande introspezione proiettata verso la speranza di novelle aurore, metafore straordinarie che simboleggiano futuro, che promettono avventure e sogni, perché la vita cosa altro è se non un sogno? Straordinaria nella sua elegante e avvincente forma colloquiale e dialogica, nell’immaginare un interlocutore supremo, maestro di vita e portatore di sogni, che si eleva per regalare una nuova luce a un’esistenza terrena irta di ostacoli. [Maria Rosaria Teni]
Sole che vai a nascondere il tuo fulgido sorriso
Mentre gli occhi tremanti ancora ti cercano
Raccontami gli attimi fuggenti
che hanno lastricato il mio cammino
Dimmelo sottovoce cosa ho perso
Affinché io ne abbia più attenzione
Durante questa notte che lascia spazio al dubbio
E non lasciare che io posi il mio cuore
sulle irte rocce della strada
Sulle sponde aspre di un mare sconosciuto
O sulle cime impervie che mi attendono
Ma insegnami a sognare di nuovo
Fammi vedere come l’anima possa
ancora una volta desiderare l’alba
Come un passo nuovo possa essere un inizio
… Perché a volte potrebbe anche succedere qualcosa di speciale
Di incanto
Di pace
In fin dei non è così che scorre il tempo mortale
sulla nostra carne?
Un giorno Tempesta
Un giorno Quiete
… Ma sempre vi sarà una tenera alba
E.. Un dolce tramonto
Mariantonietta Valzano

Foto Paola Trono

La poesia,pane dell’anima!
Versi universali dove ogni cuore trova speranza,forza, compagnia, conforto.
Grazie!
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