“Con lei” di Ivaldo Franceschini

Un tratto romantico e un poetare sicuro caratterizzano l’intero impianto compositivo della lirica di Ivaldo Franceschi, poeta raffinato ed eclettico, che si distingue per l’uso abile della forma e  del tema di grande intensità. Nei versi liberi,  che  rivelano una sospesa attesa del vissuto ancora da vivere [Rivivo il vissuto che volevo vivere], il poeta si muove con destrezza stilistica, impiegando allitterazioni, analogie, anastrofi e personificazioni, in una chiusa che aspira alla voglia di vivere ancora per rivivere e risentire il sapore mai dimenticato della vita. Una poesia che si rivela densa di simboli, in cui la parola  si carica di forti istanze evocative e conoscitive le quali consentono di cogliere riferimenti, non solo alla letteratura, ma anche alle altre forme d’arte.  [M.R.Teni]

Con lei intese di cagnolino docile,
lanci di sguardi per riportare sorrisi
soste in cuori con una sola capanna.
Sono un innamorato perfetto
stile vecchio romantico incallito
guanti bianchi e brillantina ai capelli
per non parlare dei miei servizi
pronti su piatti d’argento a servire
capricci e desideri a tutte le ore.
Scrivo di poesie piene le pagine
mai bianche a riposo del verbo
ma riempite di inchiostro a colori
per la cattura di farfalle al retino.

Sono tra quelli che le stelle
le tengono a brillare per casa
non han bisogno toccarle se vicine
per bagliori e fremiti al cuore,
buone energie al mio tempo,
che mai scioglie in futili pretese.

Rivivo il vissuto che volevo vivere
come di musica che mai smette,
che vibra e scuote dentro come vento
dall’aria vellutata dove l’anima l’incontra.
Cancello il mio nome che conosco,
dentro la stanza del tutto ovattato
intorno a me non c’è più rumore,
trovo e consumo la storia d’amore.

Gli anni hanno perso la crescita
ancora tanti pezzi di storie incollo
per saziare l’esistenza di tanta grazia.
Terminano le domande e ancora
conservo baci di labbra carnose
come fiori di orchidee imbalsamate
a non sciupare luce e bellezza, sapori di vita.

Oggi raccolgo e riordino pezzi di cuore
per ricucirli per un unico battito
che dia impulsi di ritmo meccanico,
che accantoni l’esistenza senza aste
per sempre saltare ostacoli a catena,
pozzanghere di acqua a piedi nudi.

Non parlo mai lingua dei sensi
solo poesie le pagine pregne di verbo
mai bianche di fuga, nè di bolle di sapone
mai comparabili all’amore che chiedo.

L’ho saputo servire come servo
per un ritorno di buone occasioni
per nutrire il tempo di qualcosa
che penetri e che si sciolga nel cuore,
come medicina dal dolce sapore
senza dolore, senza rimpianti
perchè con lei rivivo il vissuto
che ancora voglio vivere ora.

Ivaldo Framceschini

Ivaldo Franceschini nasce a Lanciano (Chieti) il giorno 11 Gennaio 1951, frequenta il liceo scientifico a Chieti dove si diploma nel 1969 e poi la facoltà di architettura dove si laurea nel Luglio 1975 presso l’Università G. D’Annunzio di Pescara. Ha svolto diverse attività, quali quella di giornalista (Per 6 anni è stato conduttore televisivo di un programma sportivo, sull’emittente privata TVQ di Pescara fino all’anno 1995) . Ha scritto pezzi di costume e di politica sul settimanale abruzzese “La nuova Gazzetta” dal 1990 al 1995. Si diletta a dipingere con discreto successo ed è anche cesellatore. Lavora l’ottone ed il metallo in generale, ricavandone candelabri, porta sigarette, lampade da tavolo e lampade a piantana. Dal 1984 ha lavorato presso Poste Italiane S.p.A. con il ruolo di architetto. E’ andato in pensione nell’anno 2008. È un autore di raccolte di poesie alquanto diluite nel tempo, attraverso le quali ha tentato di personalizzare il linguaggio poetico contemporaneo. Grazie ad uno stile innovativo, denso ed ermetico avvolte duro, in cui la parola poetica si carica di forti istanze evocative e conoscitive, ha trascorso buona parte della sua vita in contesti d’arte, con suo padre poeta e letterato e suo fratello artista pittore. Le sue poesie (1990 – 2019) risentono del modello rappresentato dall’opera di Charles Baudelaire, infatti in esse c’è sempre il tema del conflitto tra l’essere ed il voler essere, e quello  dell’ideale rappresentato dalla bellezza che, nella donna trova la protagonista della scena. La prima raccolta di poesie è stata pubblicata dalla casa editrice Kimerik nel 2012 dal titolo “Affannosa ricerca di te”. Poi nell’anno 2013 hanno fatto seguito altre tre raccolte di poesia rispettivamente dai titoli : “Il nuovo volo”- “Musica dentro” e “Melodramma del mio tempo”tutte edite dalla casa editrice Edicom di Milano. Nel mese di Marzo 2017 è stata pubblicata una nuova raccolta di poesie dal titolo “Un nuovo Giorno” a cui ha fatto seguito nel mese di Dicembre 2018 ancora una pubblicazione dal titolo “Solo amore”entrambe edite dalla Casa Editrice Edicom di Milano. Nel prossimo mese di Giugno 2019 uscirà l’ultima pubblicazione dal titolo “Guardare oltre”sempre edita dalla casa Editrice Edicom di Milano.

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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