SUI CIBI E SULLE BEVANDE: “L’Anguria o Cocomero” di Maria Rosaria Perrone

Grazie a Maria Rosaria Perrone, poetessa e scrittrice, nonché collaboratrice della nostra rivista, possiamo gustare e apprezzare le deliziose ( è proprio il caso di dirlo!) qualità dell’anguria o cocomero, frutto estivo per antonomasia, sinonimo di estate e di freschezza! Oggi Maria Rosaria, con la consueta maestria e sapienza,  ci narra delle origini e della storia di questo frutto semplice, ma prelibato, perché dona ristoro e allieta la vista.

L’anguria è il frutto che simboleggia l’estate per eccellenza, appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, al genere Citrullus, la specie più nota è la citrullus vulgaris. Il frutto più amato dell’estate ha una storia molto antica, alcuni geroglifici, infatti, fanno risalire la sua presenza in Egitto già 5000 anni fa. Il frutto nel mito egizio, aveva origine dal seme del dio Seth e veniva deposto nelle tombe dei faraoni come mezzo di sostentamento per l’aldilà. Nel X Secolo d.C. il cocomero era largamente coltivato in Cina, paese che attualmente ne è il primo produttore mondiale. Solo nel XIII Secolo il frutto venne introdotto in Europa dall’invasione dei Mori a conferma di quanto detto ci sono gli scritti  del noto esploratore inglese dell’Africa David Livingstone, riportando che l’anguria cresceva abbondante nel deserto del Kalahari, dove sembra che essa abbia avuto origine. Lì il frutto cresce selvaggio ed è conosciuto come Tsamma (Citrullus lanatus var citroides). La pianta è riconoscibile per le sue foglie particolari e per l’elevato numero di frutti che produce, fino a cento per ogni esemplare. Per questa ragione è una sorgente di acqua abituale per gli abitanti della zona, oltre ad essere fonte di cibo  per gli uomini e per gli animali. L’anguria ha due peculiarità fondamentali: è il frutto più ricco di acqua (93,5%) ed è del tutto privo di grassi. La sua polpa infatti ha un contenuto calorico molto basso (30 cal/200 gr), è molto ricca di vitamina A (betacarotene, 37 mcg) , B1, B6 e C (8mg). Contiene importanti sali minerali come il potassio e il magnesio, utili per sconfiggere la stanchezza dovuta al caldo, e in quantità minori anche calcio, fosforo ed altri oligoelementi come ferro, zinco e manganese, mentre è molto basso il suo contenuto in sodio. Grazie a queste caratteristiche e all’assenza di grassi, è considerata salutare per il cuore e per la lotta al colesterolo. La presenza sostanziosa del Licopene(4mg/100g di prodotto)conferisce alla polpa il tipico colore rosso vivace.Il licopene è un carotenoide che ha funzioni antiossidanti verso i radicali liberi,con benefici effetti nella prevenzione di particolari carcinomi e patologie dell’apparato cardiocircolatorio. Il gusto gradevolmente dolce rende questo frutto molto apprezzato perché rinfresca, idrata e depura l’organismo senza farci introdurre troppe calorie, per tale motivo se ne possono consumare grandi quantità.

Ma questo meraviglioso frutto è corretto chiamarlo anguria(dal greco angourion) o cocomero(cucumis citrullus)?Pare che il nome più appropriato sia cocomero perché ripete quello dei botanici; tale denominazione è usata soprattutto nel centro Italia, mentre la denominazione anguria è usata soprattutto nel settentrione e  ha notizie storiche rilevanti, infatti, la denominazione anguria risale al tardo greco angurion, termine giunto a noi con la dominazione bizantina nel VI secolo d.C. e diffuso nell’Italia settentrionale con l’Esarcato di Ravenna. In toscana viene anche chiamato popone, mentre nel meridione è indicato come melone d’acqua per distinguerlo da quello di pane, anche se le denominazioni dialettali sono numerose e cambiano anche nell’ambito della stessa provincia, in Puglia e nel salento in particolare,grande produttore di questo frutto,è denominato mulune,milune o muloni sargeniscu.

-©Maria Rosaria Perrone-

Dopo questo  exursus storico,non poteva mancare l’angolo della poesia, propongo la bella poesia di Stefano Benni:

All’Anguria
Quando l’agosto spegne
politica e disciplina
quando anche con Bisaglia
andresti in piscina
un rosso desiderio
eppur resiste
saldi nel solleone
i compagni ti baciano
con devota passione
tu, rossa passionaria
o anguria
bandiera proletaria

Se il borghese melone
gran qualunquista
sta con fichi e prosciutto
fa alleanza con tutto,
tu da sola rimani
e bisogno non hai
che della nostra sete
e delle nostre mani
nel ricurvo sorriso
del tuo quarto di luna
ci chiniam riverenti
sprofondando il viso
dolce come nessuna
o rossa passionaria
o anguria
bandiera proletaria
-Stefano Benni-
Da “Prima o poi l’amore arriva”pag.59-60-Feltrinelli

 

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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