Stasera voglio concludere le pubblicazioni del mese di gennaio con una poesia struggente, che mi ha tolto il respiro quando ne ho aspirato il tenace e avvincente profumo, che mi ha lasciato sospesa in una nuvola di incerta e bizzarra destinazione… un galleggiamento che la poetessa mi ha trasmesso in questa sua lirica sfuggente e languidamente aggrappata a un anelito di solitaria contemplazione di un’interiorità preziosa, sconvolgente e stupefatta…”E forse nel momento in cui accetti che sei solo /Senti il mondo che ti palpita vicino/E ti abbraccia tutt’attorno” sono parole vibranti di apparente malinconia che, tuttavia, è pronta a tramutarsi in speranza, quella speranza che fa amare disperatamente la vita, illudendosi che questa possa essere eterna.[M.R.Teni]
Galleggiare in questa vita che travolge
Portando via ogni cosa con la sua forza
Per poi restare immobili
Senza un apparente senso
Ma solo a gustare l’istante dell’infinito
che si affaccia all’orizzonte
Piangendo le ultime lacrime
E ridendo con le prime gioie
Si resta così…
A pensare che la vita passa e porta via
Tutto tranne la solitudine
La vita la lascia lì solo a ricordare
che devi iniziare a pensare che non ci sia altro
E forse nel momento in cui accetti che sei solo
Senti il mondo che ti palpita vicino
E ti abbraccia tutt’attorno
Come un figlio fiorito dopo una lunga attesa
Un figlio amato tanto
Perché desiderato
Un figlio… Che va bene così come è…
Li… Che galleggia
Sospeso tra un rimpianto e un desiderio
Tra una sconfitta e una speranza
Respira e vede che la vita è…
Quella solitudine che ti fa capire
Quanto sia prezioso per te essere nato.
Mariantonietta Valzano

ph mrt
