Nietzsche è un giovanissimo studioso che nel 1865, dopo gli appassionati studi di filologia classica, si avvicina alla filosofia, leggendo l’opera di Schopenhauer “Il mondo come volontà e rappresentazione”. Egli ha come un’ improvvisa ma nello stesso tempo solida intuizione: la realtà del mondo e dell’esistenza dell’uomo analizzata dal filosofo di Danzica è il riflesso speculare di se stesso. Nietzsche condivide con Schopenhauer il dolore come essenza metafisica dell’universo nel quale tutto ciò che vive ha origine dall’insensatezza della volontà di vivere, che afferma se stessa senza nessuna finalità o scopo se non quelli della sofferenza di tutti gli esseri. La filosofia di Schopenhauer diverrà un elemento significativo nel primo periodo della produzione filosofica di Nietzsche, in particolare quello che gli studiosi definiscono della “metafisica d’artista” in cui è soprattutto l’arte a rappresentare il veicolo filosofico per eccellenza, la chiave di conoscenza e di comprensione dell’essenza delle cose. Lo stesso Schopenhauer aveva indicato tra le diverse forme d’arte la musica come la più pura, poiché si distacca dal doloroso mondo della volontà di vivere per raggiungere l’idea, l’archetipo di platoniana memoria. Nel 1869 Nietzsche è chiamato all’università di Basilea come docente di filologia classica. In questo periodo stringe amicizia con Richard Wagner e ne diviene intimo collaboratore, partecipando al progetto che il musicista intendeva proporre per il rinnovamento culturale della Germania attraverso il teatro. Il filosofo ed il suo amico musicista lavorano insieme per organizzare il teatro di Bayreut .
Ma su cosa si fondava questa entusiastica intesa intellettuale ed umana?
Nietzsche vedeva in Wagner colui che avrebbe realizzato con la sua opera ciò che il filosofo stava cercando nella quintessenza del mondo greco: il caos , l’ebbrezza, lo sconvolgente mondo dionisiaco che aveva messo in crisi i canoni della filologia classica e che, in seguito alla pubblicazione de “La nascita della tragedia”, darà origine alla scia di critiche e di polemiche che costringeranno Nietzsche a lasciare l’università ed ad iniziare il suo pellegrinaggio inquieto per l’Europa fino a sprofondare nella notte della follia. “La nascita della tragedia” venne pubblicata nel 1872 e venne dedicata allo stesso musicista che viceversa non ne fu entusiasta. I rapporti fra Nietzsche e Wagner andarono progressivamente diminuendo anche per la considerazione successiva da parte del filosofo che vide nell’opera di Wagner non più l’espressione degli antichi miti fondativi germanici e del dio Dioniso, ma il paradigma della rinuncia alla vita tipica della cultura cristiana. La rottura divenne conclamata nel 1878 quando Nietzsche indica non più l’arte come veicolo filosofico ma la scienza, intesa in senso illuminista come critica razionale, serrata di tutti i valori occidentali per rifondare su nuovi pilastri la civiltà europea.
Gabriella Petrelli
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