“Sera di febbraio” fa parte della raccolta Ultime cose (raccolta di 43 liriche scritte fra il 1935 e il 1943) è una delle liriche più brevi composte da Umberto Saba nel periodo della maturità, quando attraversa uno pei momenti più difficili della sua vita. Si percepisce il senso di amarezza che pervade la lirica, essenziale nella sua versificazione simbolista che si focalizza sull’inesorabile trascorrere del tempo e la solitudine nella constatazione dell’angoscioso senso del vivere che si aggrappa paradossalmente alla morte per risolversi in una resa finale. Il buio invernale ammanta la città di Trieste, al cospetto di una luna novella che non attrae i giovani indifferenti e proiettati nella corsa verso nuove avventure. La lirica è stata scritta nel 1943, uno degli anni più drammatici della storia mondiale, con la minaccia delle leggi razziali che Saba, di famiglia ebraica, viveva con crescente inquietudine. Da qui il pensiero della morte, che nasceva inevitabilmente in quei tempi di guerra e di ferocia, cui il poeta si accosta con la speranza di essere liberato dal peso della vita. Cinque endecasillabi sciolti privi di rime esprimono straordinariamente una desolante sensazione di smarrimento che il poeta vive una sera di febbraio nel bel mezzo della guerra.
Spunta la luna. Nel viale è ancora
giorno, una sera che rapida cala.
Indifferente gioventù s’allaccia;
sbanda a povere mète.
Ed è il pensiero
della morte che, in fine, aiuta a vivere.
Umberto Saba


Una delle sue più belle poesie.
Sono d’accordo
Una poesia intensa pur nella sua brevità. Grazie
Molto bella!
Grazie per averla ricordata