Ho visto un luogo dove regna la guerra,
è la mente dell’uomo,
colma d’insolenza.
Parole di fuoco, gesta di distruzione,
ferite mortali non costano poco.
È la bramosia di un potere “vuoto”.
I signori della guerra ambiscono,
creano e distruggono mentre i giovani
spariscono tra sangue e macerie,
con l’ultimo anelito
di un futuro migliore.
Ho visto un luogo dove regna la pace,
è la mente dell’uomo,
in cui la concordia primeggia.
Parole oculate, gesta di conciliazione,
ancor più preziose
di ogni ribellione.
La supremazia scellerata è sconosciuta
dalla mente liberata;
franca dall’odio e dal risentimento,
rigenerata da un puro sentimento.
Così i giovani possono vivere,
liberi di costruire il loro avvenire.
Affamati solo di sogni e sfiniti dai sorrisi
per una vita donata e mai più
da un “fratello” terminata.
Sarà forse tutto un’utopia…
La vostra speranza, non è forse,
uguale alla mia?
Ylenia Romerio

Ylenia Romerio è nata nel 1982, vive a Novoli in provincia di Lecce con il marito, il figlio e la figlia anch’essa giovane “scrittrice in erba”. Laureata in Scienze Pedagogiche e in Teologia, sta completando gli studi in Linguistica Moderna. Ha maturato una lunga esperienza come educatrice e insegnante, mettendo al centro del suo lavoro l’ascolto e la cura delle persone. Da sempre coltiva la passione per la lettura e la scrittura, considerandole non solo un arricchimento personale, ma anche strumenti di condivisione e crescita interiore. Ylenia era una giovane ragazzina quando ha iniziato a leggere i classici della letteratura italiana e straniera: da Pirandello a Flaubert; dalle Fiabe Italiane di Italo Calvino a Bram Stoker, Mary Shelley e Francis Scott Fitzgerald, che con Il grande Gatsby ed il Curioso caso di Benjamin Button ha scoperto un nuovo tipo di lettura, meno lenta ma incalzante come se fossero delle immagini proiettate direttamente nella mente del lettore. Da lì ha iniziato a scrivere brevi brani inediti. Ha avuto un occhio di riguardo per la lettura dell’Amleto di Shakspeare , trovando particolarmente interessante i dialoghi corali al posto della solita narrativa. Di particolare interesse nella sua formazione letteraria e di donna, nonché di educatrice con una spiccata empatia verso l’educazione dei bambini, sono state le opere letterarie come Piccole Donne di Louisa May Alcott, nella cui opera emerge il forte senso di “sorellanza” come lo descrive l’autrice oltre che la definizione degli obiettivi personali di ciascun persnaggio femminile nel corso della propria crescita; Il Giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett (letta anche in lingua inglese) e della stessa autrice inglese la piccola Principessa. Ama le donne scrittici, in particolar modo quelle vissute tra l’800 ed il ‘900 per il coraggio con cui danno voce ai sentimenti e al vissuto delle ragazzine in un’epoca in cui la fanciullezza dipendeva dal ceto sociale a cui si apparteneva e non al rispetto della persona in quanto tale. La sua ultima lettura è un saggio di Giada Rigatti su Merlino. La sua poesia preferita è Eternità di Jalal Al Din Rumi. Con la collana Tracce ha pubblicato tre poesie, dando voce a sensibilità, introspezione e ricerca spirituale. Oggi continua a scrivere con costanza e dedizione, animata dal desiderio di scoprire e trasmettere la bellezza letteraria e artistica che attraversa le parole, i sentimenti e la vita quotidiana. Sono in corso d’opera due manoscritti del genere Teen Fantasy, a cui l’autrice si è avvicinata negli ultimi anni per dare voce all’adolescenza in una forma del tutto sovrannaturale; la sua opera poetica prosegue verso la continua ricerca della bellezza artistica.
“La poesia è una lettera d’amore indirizzata al mondo”
Charlie Chaplin

Questa poesia esprime un profondo senso di riflessione, affermando che il luogo della guerra è lo stesso in cui potrebbe, senza esitazioni, regnare la pace: ossia la mente dell’uomo. L’autrice evidenzia con chiarezza il passaggio dalla rappresentazione mentale all’atto concreto di distruzione, descritto con un suono vuoto, quasi sordo, a sottolinearne la gravità e il silenzio doloroso della violenza. Il componimento, tuttavia, non si limita a mostrare l’aspetto distruttivo della guerra; esso propone anche un messaggio di speranza e pace, invitando i giovani a costruire il futuro attraverso una strada lastricata di sogni, libertà e valori positivi. In questo senso, la poesia diventa un invito alla responsabilità individuale e collettiva nella creazione di un mondo migliore. La parte finale lancia un monito universale, familiare a molti: la fratellanza e la solidarietà tra gli uomini. Questo richiamo può essere interpretato come un’eco dei valori promossi dall’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, che sottolinea l’importanza della fraternità e dell’amicizia sociale. Il messaggio della poesia ci invita a fare nostro questo ideale, trasformandolo in azioni concrete nel quotidiano. La poesia si conclude con un interrogativo che apre alla riflessione:
“Sarò forse tutto un’utopia…
La vostra speranza, non è forse,
uguale alla mia?”
Queste parole ci pongono di fronte alla tensione tra sogno e realtà, tra desiderio di pace e difficoltà concrete, ma al tempo stesso creano un legame di condivisione e speranza collettiva, invitandoci a credere nella possibilità di un mondo migliore. Inoltre, meritano complimenti sinceri all’autrice per la sua spiccata empatia e per la straordinaria capacità di trasmettere in maniera tangibile la propria sensibilità poetica, rendendo percepibili emozioni complesse e profondamente umane.
Grazie per la bellissima recensione alla poesia di Ylenia Romerio. Una lirica profonda che ben rappresenta il momento che stiamo vivendo