“Gino delle medaglie” di Silvio Valdevit Lovriha

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Nella poesia di Silvio Valdevit Lovriha, che oggi proponiamo nella nostra rubrica,  il protagonista è un personaggio caratteristico del dopoguerra, un’altra figura di fragilità, come sottolinea l’autore che rende efficamente la sua personalità e i suoi tratti salienti, regalandogli un’apposizione significativa degna del suo vissuto in un periodo sconvolto dalla guerra. Le medaglie ornano ancora metaforicamente il suo petto, ma sono un onore che resta indelebile nella sua parabola esistenziale. [Maria Rosaria Teni]

Dopo ch’era finita la tremenda guerra
si tornava a sperare sulla terra.
Gino, pieno di medaglie in petto,
ogni dì veniva avanti Salsa, sullo stretto.
Aveva tra le mani foglietti e una matita
senza badar se la gente ne era
incuriosita.
Annotava i numeri di targa delle vetture
poche, ma vi dedicava tutte le sue cure,
ah come s’arrabbiava di brutto
se non faceva a tempo a scrivere tutto!
Spediva un’ invettiva se l’auto era veloce
gli farfugliava contro la sua confusa
voce,​
maledisse la posa del lampeggiatore
quel verde e rosso fu per lui un
disonore.
Povero, non alto, vestiva umilmente
più degli occhiali non possedeva niente.​
Non ha mai arrecato danno ad alcuno,
non ha mai dato fastidio a nessuno.
Di lui un ragazzino s’è sempre ricordato
perché Gino ha dato sol per esser nato.
Silvio Valdevit Lovriha
Salsa è una frazione centrale di Vittorio
Veneto
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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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