Con l’arrivo di marzo usciamo lentamente da un inverno cupo, complicato, carico di tensioni e anche martoriato da notizie sempre più devastanti. Marzo è il mese della rifioritura, delle filastrocche dell’infanzia, dove primule e viole allietano le aule scolastiche e la natura si risveglia con le prime gemme che ornano rami ancora spogli. Vorrei ritrovare la stessa rinascita in ciò che ci circonda, nella vita di tutti i giorni, ormai assuefatta a notizie di cronaca sempre più inquietanti, quasi abituata alla progressiva perdita di ogni rispetto e di ogni regola di buona educazione che, ahimè, si sta verificando sempre più spesso. Sarebbe magnifico poter salutare marzo e la primavera che porta con sé, ritrovando quella speranza nei giorni di sole, un sole metaforico, sinonimo di luce, di respiri di libertà e di sogni. Dove si sono persi i nostri sogni in una società che macina corruzione, sguaiate espressioni di antico regime, turpiloqui e meschinità? Si va avanti sbeffeggiando e manipolando le masse per arrivare a mantenere un potere che si impone sulla vita di noi, esseri umani, sempre più confusi e privati di libertà. Se potessimo fermarci un momento a ricordare quanto si è lottato per raggiungere quei diritti inalienabili che garantiscono il rispetto della dignità della persona umana, l’uguaglianza morale e giuridica, la libertà di opinione, di stampa, di riunione, di associazione, di religione, nonché il diritto all’istruzione, alla salute, alla giustizia e, fondamentale, il riconoscimento del valore di ogni lavoro e la tutela di tutti i lavoratori, che costituiscono il sistema di valori fondamentali sui quali si regge la società italiana, forse ci accorgeremmo che, progressivamente qualcosa si sta perdendo per strada, con un grave arretramento che si conferma in tutto ciò che quotidianamente accade in Italia e in ogni parte del mondo. In questo mese è fortemente richiamata all’attenzione di tutti la questione dei diritti delle donne, incentrata prevalentemente su problemi che riguardano l’autonomia personale, l’istruzione, il lavoro e, più in generale, l’accesso agli spazi pubblici. L’ho ribadito spesso, ed è mia convinzione personale che, comunque, si debba parlare continuamente dei diritti e della tutela delle donne e porre in evidenza quanto ci sia ancora da fare per raggiungere una sicurezza tale da garantire il raggiungimento di quella condizione per cui una donna possa decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni con la possibilità di essere pienamente affrancate da ogni pregiudizio e paura. La nostra rivista porterà testimonianze e voci di donne nella rubrica “A PROPOSITO DI DONNE”, aperta tutto l’anno, e disponibile a interventi da parte dei nostri lettori e di chi voglia inviare contributi e approfondimenti. A marzo ritorna un’altra data importante: il 21, con l’inizio della primavera, ricorre la “GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA” e, anche in questo caso, si invitano i lettori e non solo, a inviare un proprio testo poetico o racconto o testimonianza, per celebrare questa giornata. Abbiamo ancora la grande opportunità di poter esprimere liberamente le nostre opinioni e di scrivere ciò che sentiamo e che viviamo ogni giorno, esperienze che aiutano a maturare un proprio pensiero e a evitare che si finisca col banalizzare e sottovalutare la libertà, di cui ancora possiamo avvalerci. È possibile inviare i propri scritti alla redazione:Cultura Oltre
Maria Rosaria Teni
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