
In visita alla Risiera di San Sabba, a Trieste, un luogo della MEMORIA incredibilmente attuale e testimone degli orrori del passato. Un posto da non dimenticare, un posto in cui ti senti avvolto da quel dolore passato che non va dimenticato, ma che ancora è così palpabile intorno a noi.
RISIERA DI SAN SABBA
E le senti ancora,
vagare,
nei recessi del tempo ormai fermo.
Sono voci di anime stanche,
marcite nel più atroce tormento,
dissolte da dolore e rimpianto,
dissacrate nel loro destino.
E grembi svuotati di donne
oltraggiate nei corpi sconfitti,
han segnato l’aria di sguardi,
i muri di nomi e di addii,
la pelle di graffi dolenti
a bramare un respiro soltanto.
Un respiro, soltanto un respiro,
invocato senza pietà,
mentre dona calore la soglia
delle bocche di fornaci mai spente,
che riveste di morte la notte
come zanne di narvalo aguzze,
che trafiggono il cuore.
Non più pilatura di riso,
alla Risiera,
ma braccia di cifre e memorie
a scavare fosse profonde
ad accogliere ossa sbiancate
e setaccio di ceneri mute.
Assuntina Marzotta

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