“Dura come il vetro. Fragile come il vetro. Trasparente” di Bruno Marone

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È un autore di spessore, Bruno Marone, che, con i suoi racconti ispirati alla vita vera, vissuta anche in situazioni drammatiche, porta in primo piano sentimenti e narrazioni del tutto scevre di sentimentalismo e facile retorica, creando storie di forte intensità emotiva. Nel racconto, ospite della rubrica,la guerra fa da sfondo e diventa quasi protagonista nel momento in cui marchia un essere umano devastato nell’intimo dagli orrori e dallo sgomento. Uno stile narrativo asciutto ed esplicitato con abilità, che fa apprezzare da subito anche l’ossimorica scelta del titolo, che si collega sapientemente alla conclusione, straordinaria nella sua austerità. [Maria Rosaria Teni]

Finì con cipressi interminati davanti agli occhi. Lentamente opacizzavano verso l’infinito. Sentì che veniva morendo e fu sensazione bellissima. Stava per finir tutto quel lago scuro e profondo di sofferenze. Pensava a sua madre con affetto. Al suo gran seno ove, bimbo, sfiniva le sue lagrime. Sentì, acuto, il suo indefinito profumo.

“Scappa da tuo padre” ansimava su quel letto di morte mamma sua. “Vai lontano fin che puoi”. Appoggiava i gomiti sul letto e lo guardava con i grandi occhi neri, cerchiati, febbrili e ormai lontani. “Scappa” e gli ultimi baci. Vai da Leone. E lui vedeva suo padre che gli scagliava i ferri mentre tagliavano il bosco. Che picchiava a sangue sua madre fino a farle adorare la morte. Che azzannava i collaboratori come inveterati nemici. Scappò dal padre. Lo maledisse.

Poi l ‘Etiopia e l’Impero. Lontano da tutto e tutti a madre ormai morta. Invece fu sbarcato nella Spagna ribollente di guerra civile. Albacete, Alicante, loro, noi, morte ovunque. Si. La guerra è vetro. Dura e fragile. E trasparente nei morti fino alla nausea, fino alla vergogna. Le ferite dentro sono perpetuamente irritate. Quella al suo ginocchio quando cambiava il tempo.

Tornò ricco, infelice e con voglia d’amore. La scherzosa biscazza come utile occupazione. Le bettole come non luogo. Lui tornava laggiù, in Andalusia. Due provvisori amori.

Ma non era provvisorio quello per Fiamma cui dedicava biglietti poetici bellissimi. Si cercavano ovunque. Lei servetta lui mezzo eroe locale. Si possedevano ovunque. Neppure li spingeva il dubbio del nascondersi. Ne nacque storia avvelenata dall’invidia. Lei aspettava un figlio da lui che la guardava con sospetto. La tenne in sospeso. La ripescarono in fondo al lago gonfia di bimbo e di limo. Cambiò città, amici e mestiere.

Un lavoro importante a rimuovere i fantasmi. Ossessivi e pulsanti. Allontanati tornavano come giostra in crescendo. Lei e bambino Bambino e lei. Lavoro fino allo sfinimento. Poi bettola. Il tanto denaro del congedo addolciva le angosce e aiutava gli amici. E il vetro era la vita. Duro e fragile. E trasparente.

Trovò un nuovo amore senza cercarlo. Era a pensione. Nipote avvenente, disponibile implume. Aiutava la zia. Doveva uscire dalle sue ossessioni. Se la portò in un prato con possesso violento e breve. Successe ancora e ancora. Divenne nuovo amore, balsamo lento e sicuro sul vecchio.

Poi avvenne. La vita presentò il suo conto eccessivo. Proprio adesso, pensò. Iniziò con lento processo. Debolezza incredibile. Dimagramento monacale. Certe mattine era sofferenza. Si torceva nel letto.

E così si divise dai suoi. Passava in mezzo la linea del fronte. Forsennata ricerca della nuova salute. Viaggi inutili fra sanatori-ghetti. Vide incredibilmente la biondina gravida e provvisoria. Poi passò il fronte e fu comunque separazione.” È senza speranza” incrudelivano i medici. La moglie bambina si guardò attorno. Doveva cercare un’ancora che trovò. Il fronte li mise nello stesso spazio. Lui, ormai era delirio ed estraneità. Lei badò al figlio. E così lui morì in quell’angolo crudo e spoglio. I cipressi, alla finestra, si allontanavano nell’acqua settembrina. La vita gli apparve allora vetro durissimo e fragile. Non ebbe tempo per affacciarsi alla trasparenza. O non volle. No

Bruno Marone

BRUNO MARONE

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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