“E c’è quel mistero che entra nella stanza.
Volti che escono dal buio, parole sospese nell’aria …
Una storia inizia a dipanarsi …. Alberi, strade, fanali.
Vite che si concretizzano, si incrociano, si oppongono.
Oceani di fantasia, amore, orrore, gioia, lacrime e sangue.
Dai labirinti più oscuri della mente è scaturito un nuovo romanzo.
Avrà vita propria…”
Ed è così che passo infatti il mio tempo migliore … A raccogliere pensieri, emozioni, ma anche mie arcane intuizioni e riportarle poi su carta. Un Regno di carta il mio, ma dove sono io a tracciare le strade, i monti, i ruscelli e le torri del Castello … Un Regno che si può però regalare a tutti coloro che hanno desiderio di entrarvi e condividerlo. I lettori dunque come sudditi o cortigiani, ma chiamati comunque ad interagire, compartecipi o dissidenti che siano; mai passivi, mai semplici spettatori di questi mondi alternativi, inventati per loro.
C’è chi sostiene – tra cui lo stesso famoso Stephen King, che, muovendosi su di un doppio piano, da scrittore, ha creato numerosi personaggi, che sono, a loro volta, creatori di storie ( fra tutti ‘Misery non deve morire”) – che “gli scrittori sono tutti un po’ pazzi e, per causa di forza maggiore, anche un po’ schizofrenici”.
Come dargli completamente torto? Quante vite si trovano infatti a vivere, ogni volta che, con l’immaginazione, creano dal niente altre vite ed altre storie? Mentre le creano le vivono infatti anche loro. Ci sono dentro … Quella “è
realtà!”
Dove si è? Dove ci si trova infatti quando si scrive? (E posso personalmente confermarlo … ) Nel tempo presente? No! Non si è seduti su di una poltrona … Su di una sedia o davanti ad una scrivania.
Ci si trasferisce altrove … Nei luoghi che stai creando, tra i personaggi, che ormai si muovono “dotati di vita propria”, intorno a te, e puoi quasi toccarli, sentirne l’odore, coglierne parole ed emozioni.
Strana la sensibilità di uno scrittore, spesso persino destabilizzante.
Se, ad esempio, a causa di uno schiaffo del destino, stai vivendo nel quotidiano qualcosa di devastante, puoi d’improvviso trovarti a vivere un momento ” di stallo creativo”.
” È difficile dare la vita a qualcuno ed a qualcosa se non si ha la vita dentro.”
Cita ad esempio la scrittrice Mariangela Cerrino in “Il Ministero delle Ultime Ombre”.
E fa male infatti … Un male tremendo, quasi inconcepibile, che non può comprendere chi non è del settore. Perdere un dono, così pregnante, coinvolgente, assolutista e persino invasivo per la mente e per il cuore, è come perdere parte di sé stessi; la più importante, la più vera, la più misteriosamente connessa in fondo con il miracolo che ci circonda e che siamo.
Ogni angoscia,
Ma forse
Anche
Ogni gioia
Si rintana
Nell’angolo,
Quando
Scrivo,
Perché io
Non sono
Più
Nel tempo
Reale,
Ma
In un altrove
Tutto mio.
Rido
Piango
Faccio
L’amore
Muoio
Con i miei
Personaggi.
In quello
Spazio
Al di fuori
Di ogni
Confine,
Sono
In prestito
Persino
I miei
Sentimenti,
Le mie
Emozioni
E i voli
Della mia
Mente.
Myriam Ambrosini
