
“Gli Autori di Vitulivaria”
MARIA ROSARIA PERRONE
Trepuzzi (Lecce)
“Appoggiata alla luna”
(Ed. Pensa, 2017)
Menzione d’onore – Finalista
Profumi
Accarezzata dal vento
è la sera
deboli soffi
traducono odori estivi,
nell’aria si fondono
la menta e il basilico
il tiglio e il gelsomino
le stoppie arse,
mettono insieme
nostalgiche
reminiscenze d’infanzia
l’odore del bucato
appena steso
evoca
il dolce ricordo di te
e del presente
la melanconica assenza.
Commento critico: Nell’itinerario umano e lirico della poetessa, la vita si ritrova sospesa in una dimensione atemporale in fotogrammi verbali di eternità. Il suono si fa silenzio per cogliere il senso dell’esistenza al di là degli occhi e della voce. La parola si connota come “esprit libre” che enumera e dà nome alle cose, alle emozioni e legge i vuoti, percependo del silenzio l’arcana voce sottaciuta a chi non ascolta se non lo strepitio del mondo.
Ricordi d’autunno
A una a una scivolano
sulle strade bagnate
le foglie ingiallite.
Aprono le porte dei ricordi.
L’ombrellino colorato,
la mantellina incerata
da portare nella cartella,
indossata all’uscita di scuola
per le prime piogge autunnali.
Le foglie rosso bronzato
di partenoccisso rubate lungo la via
e conservate nel libro di lettura,
erano preziosità custodite gelosamente,
da mostrare con fierezza
alle compagne di classe.
Un nugolo di bambini a piedi
s’avviava verso la strada di casa.
L’odore di terra bagnata
mescolato al profumo
delle patate zuccherine appena fritte
e a quello delle prime castagne,
predisponevano l’animo innocente
alla felicità.
Quell’intreccio di effluvi
portava a desiderare
una strepitosa agnizione:
la mamma o l’Annetta,
protagoniste anche loro dei poetici aromi
o coinvolte come era d’uso,
nello scambio di pietanze e primizie,
emblema di amicizia e fratellanza,
di una socialità ormai perduta.
E’ rimasto l’autunno,
aulente di nostalgia
che alligna nell’età matura.
Un delizioso affresco dell’autunno che per l’autrice rappresenta la stagione più consona alla malinconia e ai ricordi. Eleganti ornamenti stilistici completano la descrizione di istanti di vita quotidiana, tramandati da una memoria dolcemente soffusa di nostalgie care.
Maria Rosaria Perrone
nasce nel 1963 a Trepuzzi (Lecce), dove risiede con la sua famiglia. Insegnante, ama l’arte e la scrittura, in particolare la poesia. Da più di quindici anni cura un blog e nel 2017 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica dal titolo “Appoggiata alla luna” (Luca Pensa ed.). Nel 2019 è uscita la seconda raccolta poetica “Con la primavera tra i piedi” (Edizioni Esperidi). Il suo nome compare nel “Dizionario Enciclopedico dei Salentini” a cura di C. Stasi (Grifo ed.) mentre sue poesie sono state pubblicate nelle antologie poetiche “Schegge e Frammenti” (Terra d’ulivi ed.) e Succede solo a Bologna”. Nel 2018, con la poesia “Paesaggio” ha vinto il I° premio al concorso letterario “La vita contadina di ieri e di oggi”, promosso dalla Pro Loco “Guagnano ‘93”. Nella VI edizione del concorso letterario “Vitulivaria” Memorial G.Teni, ha ricevuto menzione d’onore con la poesia “Ricordi d’autunno” e per la silloge “Appoggiata alla luna”, (Pensa Ed.). Alcuni suoi scritti sono ospitati sulla rivista online “Cultura Oltre”.
Incontro con l’autore a cura di Maria Rosaria Teni
Ai fini della pubblicazione del suo libro all’interno della rivista culturale “Cultura Oltre” le sarebbe possibile allegare una sorta di presentazione sua, a mo’ di intervista in base a queste domande:
1 – come è nata la decisione di scrivere una silloge poetica? Il coraggio di pubblicare la prima silloge di poesia “Appoggiata alla luna” Ed. Pensa, me lo ha dato la nascita di Marta la mia nipotina. Sono seguite “Con la primavera tra i piedi” Ed. Esperidi e l’ultima “Le farfalle continuano a volare” Ed. Youcanprint
2 – una domanda, all’apparenza forse un po’ retorica, che cos’è la poesia per lei? Come scrivo nei miei versi: “La poesia è polisemica, dice l’indicibile, è memoria scomoda” La poesia non ha paura. La poesia non ha scadenza è eterna.
3- Chi è e perché scrive poesie e in quale occasione e a quale età ha scritto la sua prima poesia? Sono semplicemente una donna, una donna nata nel secolo scorso, madre, moglie insegnate e amante della letteratura, in particolare della poesia. Scarabocchiavo dei versi durante l’adolescenza su un’agenda. Ricordo che aveva la copertina di colore verde di velluto. Erano quelle agende degli anni settanta che regalavano per l’anno nuovo. È andata perduta con tutti gli scarabocchi. Mi vergognavo molto, non a caso ho pubblicato la prima silloge a cinquanta anni suonati.
4 – Generalmente quando si scrive è anche per il bisogno di comunicare con gli altri, quasi si senta la necessità di inviare un messaggio. Qual è il messaggio che vuole comunicare attraverso i suoi scritti? Condividere non solo emozioni, ma anche sentimenti. Cercare un sentire comune ormai perso.
5 – Ci sono dei modelli culturali a cui fa riferimento nella sua scrittura? Ha in mente un poeta o scrittore che le piace in particolar modo e l’ha influenzata nello scrivere e nella ricerca stilistica? Sono molte le scrittrici e gli scrittori che mi piacciono e che in un certo qual modo credo abbiano influenzato e influenzano la mia scrittura. L’elenco sarebbe troppo lungo. Mi piacciono gli autori classici, ma anche quelli moderni. Ne cito solo alcuni: Dickinson, Merini, Symborska, Pessoa, Bodini, Tabucchi, Pasolini, Calvino, Blandiana, Pascoli, Carducci,Whitman…Adoro la poesia orientale, in particolare gli haiku giapponesi di Issa, Basho, la poesia cinese di Li Po, solo per citarne alcuni. Anche se la poetessa che maggiormente ispira la mia poesia è la natura. Equinozi e solstizi concorrono anche a rappresentare le stagioni della mia vita e quindi dei miei stati emozionali.
6 – Secondo la sua esperienza quale elemento distingue la poesia dalle altre forme di comunicazione mass-mediatiche e quali le caratteristiche che sono proprie della poesia e non si ritrovano in nessun altro tipo di linguaggio? La poesia è il linguaggio dell’anima. È priva di infingimenti e va dritta al cuore
7- Che vuol dire, a parer suo, essere un poeta, oggi? Essere altro e soprattutto oltre. Può sembrare presuntuoso, ma intendo essere altro rispetto allo stereotipo di scrittore legato solo al mero guadagno e alla scrittura senza anima e oltre le logiche consumistiche del mercato. Sono antica. Il benessere spirituale, la felicità per me devono prevalere sui beni materiali. Ciò non significa che non fa piacere il guadagno, ma non è la priorità. La cultura non si mercifica. È difficile da spiegare e da far comprendere soprattutto oggi.
8- Perché secondo lei, un lettore dovrebbe leggere il suo libro e quali sono i punti fondamentali che restano impressi dopo la lettura? La poesia ristora l’anima e il lettore può sentirla sua. Lo cito sempre il grande Massimo Troisi e anche stavolta lo ripeto ”La poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve, pertanto qualcosa, dopo la lettura di un mio libro di poesie, credo che rimarrà, anche una fugace emozione.
Concludiamo questa bellissima conversazione con una domanda un po’ sui generis: qual è la domanda che vorrebbe le fosse posta in una intervista o la cosa che mai nessuno le chiede? A dire il vero non mi pongo questa domanda. Adoro la spontaneità delle domande. Aggiungo che il fatto che mi facciano delle domande sulla poesia è già una cosa bella e buona. La poesia, purtroppo nel panorama letterario vive una vita clandestina.
