“Nessuno veda nessuno” di Bianca Maria Frabotta

La poesia che ho scelto è tratta dall’ultimo libro di Biancamaria Frabotta, morta il 2 maggio scorso, pubblicato postumo, che si può considerare  quasi come un taccuino e un  diario, in cui si articolano aneddoti e autobiografia, riflessioni teorico-letterarie e storico-politiche, tra presente e memoria, non solo personale, nella testimonianza attiva di uno sguardo aperto sulle molte trame che compongono l’umana vicenda. In Nessuno veda nessuno appaiono personaggi vari e anche figure anonime, volti di poeti che ritornano alla mente, compagni di strada che si ripropongono, come in un sorprendente affresco, nel concreto e insieme lieve dettaglio dei loro tratti e caratteri. Mi ha colpito una delle epigrafi che  accompagna i versi della sua nuova raccolta e che recita: “Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono ovunque noi siamo”. 

nessuno_veda_nessunoUna poesia può esprimere idee sconnesse
può aggirare la logica. Non loda
il passato ai danni del presente
né si limita ad accettarlo o a criticarlo.
A volte Qualunque diventa Qualcuno.
Da dove vengono né dove vanno
non si sa i pensieri sbandati dei poeti.
Pensieri vani, magari nebulosi
pare che oscillino in un limbo
di umiltà e superbia.
Qualcuno auspica un poeta che ami
gli esseri umani più che la poesia.

Bianca Maria Frabotta

da Nessuno veda nessuno, Mondadori, Giu 1, 2022

Scrittrice, poetessa e giornalista italiana (Roma 11 giugno 1946 – ivi 2 maggio 2022). Docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, intellettuale a tutto campo impegnata nelle cause civili e nella lotta politica, attivista negli anni Settanta nel movimento delle donne, è stata redattrice delle riviste Orsa minore (1981-83) e Poesia (1989-91) e collaboratrice de Il manifesto. F. è autrice di una densa produzione saggistica (tra gli altri lavori, oltre alla curatela dell’antologia Donne in poesia, 1976, vanno citati i volumi Letteratura al femminile, 1980; Giorgio Caproni il poeta del disincanto, 1993; L’estrema volontà, 2010) e poetica (Il rumore bianco, 1982; Appunti di volo e altre poesie, 1985; Controcanto al chiuso, 1991; La viandanza, 1995; Terra contigua, 1999; La pianta del pane, 2003; Gli eterni lavori, 2005; I nuovi climi, 2007; Da mani mortali, 2012). Curatrice dei volumi Femminismo e lotta di classe in Italia: 1970-1973 (1973) e La politica del femminismo: 1973-76 (1976), romanziera (Velocità di fuga, 1989)  autrice teatrale (Trittico dell’obbedienza, 1996), nel 2018 è stata edita sotto il titolo Tutte le poesie 1971-2017 la raccolta integrale della sua produzione poetica. Nel 2022 è uscita postuma la raccolta poetica Nessuno veda nessuno.[Enciclopedia Treccani]

Vorrei concludere questo mio piccolo ricordo con una sua frase che rappresenta l’emblema della poesia: “La poesia viene quando vuole… e quando viene ti chiama. L’importante è rispondere”

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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