“Profondamente tace sulla terra il cielo” di Antonio Teni

Il destino dell’uomo e l’inconsolabile precarietà cui è soggetto sono sfondo a  una lirica struggente che sublima la morte nell’atto poetico e la circonda di un silenzio carico di simbolismi e metafore. La ricercatezza stilistica rende palpabili i silenzi delle stelle, in una personificazione ardita che le avvicina al sentire umano mentre  si eleva alta  l’invocazione di Eco a un Amore che tace, sopraffatto dalle rovine dei sogni. [ Maria Rosaria Teni]

Fresco il bacio
d’aprile
quando si è vela sul far della
sera!
Appena ieri,
sulla gondola della
luna,
per la laguna,
si veleggiò…
L’ oggi è come un chioccolìo
lontano…
come un’acqua che
trema per i fulgidi
silenzi delle
stelle.
Non odi,
per bianche
colline,
il trascolorar
dell’erba?
Immane ombra, tenebra
infinita,
dal silenzio dei
vivi,
greve s’alza,
srotolando il cielo la nefasta
notte.
Un salmodiare
vano,
quando salma diviene
lo strazio del
morire.
Violati i templi, franti
i sogni.
Di già ghiacciato
il canto.
Invano Eco
Amore
invoca:
profondamente tace
sulla terra
il cielo.
Antonio Teni

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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