Il commovente trasporto che induce questa lirica ben si accompagna alla Pavane pour une infante defunte scritta da Maurice Ravel nel 1899, per pianoforte, divenuta ben presto una tra le più celebri pavane del repertorio concertistico. La poesia presenta un tratto stilistico intriso di purezza classica che è ricco di forte intensità espressiva, elegiaca e dolente. L’impianto costruito su metafore e immagini che liberano riflessioni amare e realisticamente tangibili, rivela la sapiente abilità del poeta nell’uso degli impasti timbrici e delle sonorità linguistiche, anche nei momenti in cui sembra dare sfogo ad accenti ed inflessioni struggenti e ineluttabili, icasticamente rivelatisi nella constatazione della perdita immane per i figli caduti tra le strade gelate dell’inverno…[Maria Rosaria Teni]
E fumano
non più dimore
nell’alba arrossata di sangue!
Il sipario calato sull’ultimo giorno: lenzuolo che ricopre un lugubre urlo,
rosso…
Guernica è qui ancora!
Spettrale folla
di folle umanità,
amputata.
Tra le rovine s’aggira
attonita, pietrificata…vaporizzata.
O desolata terra d’ogni patria,
orfana di un semplice vivere!
Più non avranno levità di canto
gli uccelli dell’aria,
dove non profumano nei campi
i puri gigli!
Tutta la rugiada dei petali di primavera,
come farfalla,
volò via!
Per essere lacrima sullo sfiorito viso
di chi,
tra le sventrate case,
rimase.
Il Don era fiume,
dove agonizza la terra;
ora è suono di campane,
a lutto.
Non resta che la cicatrice
di quel rivolo di vita.
Or dove sono quegli infanti felici?
I figli perduti per le strade gelate dell’inverno…
I nostri amati figli:
colorati aquiloni
nei ridenti occhi dei padri
e delle madri?
Le care voci,
che mai più li chiameranno,
languono…
Nelle stanze vuote del mondo
risuonano disperate:
inascoltate dagli orecchi del
cuore.
Là, di là dal Don-
e fra le rive di ogni fiume-
di un infante felice correvano i sogni!
Ora piangono campane…
Antonio Teni


L’ha ripubblicato su Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava.
Molto bella! Complimenti ad Antonio Teni.