
Il fiume riversa masse arroventate di metallo
invade le città le ricopre di macerie
sparge la morte sui simboli dell’umano
con il grido disumano
di acque turbolente sin sui tetti delle case
e gli uomini affogati tagliano gli alberi
ne fanno barriera a tutto il fuoco
che romba e rotola, troppo violento
e spietato per crederlo diretto a loro.
Invocano aiuto da chi guarda
con le lacrime agli occhi.
Relegati nei tunnel gli esseri umani
odono il fragore della tempesta,
fissano le mura con ansia di morte.
Ma cosa si muove all’orizzonte? Una nuvola
inerme di pietà
che mormora col rumore del tuono
ma resta in alto a guardare
e si domanda se valga la pena aggiungere
acqua al ferro
colorando di sangue la terra.
Lentamente frana l’Ucraina una città dopo l’altra
e con essa l’idea di libertà.
Marcello Comitini
Per chi volesse approfondire la conoscenza: www.terracolorata.com
“Il volto della guerra”, Salvador Dalì, 1940 (Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam)
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L’onore è nostro!