Il 21 marzo annuncia la primavera: l’inverno ci saluta, lasciando il posto alla stagione lieve e poetica che vede schiudersi i fiori, le piante, la natura e anche i versi, che si sbrigliano come aquiloni nei cieli sempre più azzurri. La Giornata della Poesia mi porta subito alla celebre lirica di Walt Whitman, “La poesia salverà il mondo” e a ciò che il Professor Keating, protagonista del film “L’attimo fuggente”, sulla scia della poesia “O Capitano, mio Capitano“, scritta dal poeta statunitense dopo la morte del presidente Lincoln, afferma in un momento del film, in una frase che ho fatto mia e che amo particolarmente: “Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita”. C’è cuore, c’è sentimento e c’è un mondo in questa frase: il mondo della poesia che vive in ognuno di noi e che rappresenta la sfera intima dove vibrano emozioni e sentimenti che, fondamentalmente, danno un senso alla vita. Mi viene in mente ancora ciò che scrive George Eliot nel suo “Middlemarch”: “Il significato che noi attribuiamo alle parole dipende dai nostri sentimenti” e ancora “Essere poeta significa possedere un’anima così pronta a comprendere che nessuna sfumatura di qualità le sfugge, e così pronta a sentire, che quella comprensione non è che una mano che suona con varietà finemente ordinata sulle corde del sentimento – un’anima il cui sapere si trasforma istantaneamente in sentimento e il sentimento in un baleno torna a essere un nuovo organo del sapere”. La vita che, nel corso di questi ultimi mesi, abbiamo vissuto attraverso ore di desolante solitudine, filtrate da uno stillicidio di notizie e speranze, paradossalmente si è impreziosita di pensieri e di considerazioni che ci hanno dato la possibilità di capire meglio noi stessi e forse penetrare nel significato intrinseco di quello che ci circonda. Indotti a rivedere lo stile e le abitudini della nostra quotidianità, abbiamo avuto la possibilità di riflettere meglio su tutto quello che fa parte della nostra esistenza e del nostro vivere, considerando con maggiore attenzione l’importanza che assume la scrittura, vista come una sorta di àncora a cui aggrapparsi, a cui attingere per ritrovare la forza di andare al di là della materialità. La scrittura che salva, la scrittura che libera, la scrittura che diventa vessillo di rinascita perché rinnova il proprio mondo interiore e lo eleva. Avvicinarsi alla poesia significa poter comunicare emozioni, trasmettere ricordi, muoversi su quel terreno di confine tra immaginazione e realtà che spesso consente di esprimere i pensieri più veri, più autentici e diviene così fondamentale anche per la formazione della nostra stessa identità, per la nostra crescita come individui e come cittadini. La straordinarietà di chi fa poesia è proprio la capacità di scavo nella parola per trarre da essa tutto il suo significato e per dare vita a nuovi significati. Durante questa “settimana poetica” saranno pubblicate le poesie che sono giunte numerose alla redazione della nostra rivista e avranno anche ulteriore spazio in un supplemente “dedicato” all’interno della rivista cartacea del mese di marzo. Buona poesia a tutti!
Maria Rosaria Teni
Muoiono i poeti
ma non muore la poesia
perché la poesia è infinita
come la vita.
(Aldo Palazzeschi)
