
Salve cari lettori e lettrici vi parlo di: Madrisorelle di Raffaella Radice e Mirella Milli
Lungimirante intuizione lasciare un diario come promemoria per le generazioni future, per sapere da dove nasce la propria storia e attraverso le parole scritte lasciare la propria impronta, per non dimenticare chi si è e per raccontare come si è arrivati a quel punto della storia.
Un romanzo scritto a quattro mani che passa di madri a figlie, raccontando quattro generazioni diverse.
Le autrici con sapiente maestria disegnano una biografia, una cronaca romanzata, un dialogo aperto, dove il legame intessuto nel tempo rende forte il sentimento di appartenenza.
Donne che raccontano il ramo femminile del loro albero genealogico, un mondo che si va evolvendo, iniziando dai sacrifici durante il periodo bellico del Duce, per continuare nel periodo post guerra, il riscatto intriso di duro lavoro e attraverso lo sguardo delle protagoniste il lettore osserva i cambiamenti negli anni del ruolo della donna, prima nell’approcciarsi ai primi amori, poi nella sofferenza, nel modo di conquista dei partner e come cambi il suo ruolo all’interno della famiglia fino ai giorni nostri.
La rivoluzione interiore che porta a una indipendenza prima emotiva e poi economica e alle scelte diverse e contrastanti con le mentalità antiche.
Il passaggio del testimone crea un legame forte e fiero, non obbligato ma voluto, vedere nell’altra una compagna, un’amica, una sorella. La consapevolezza che tra madre e figlia si arriva al punto di non sentire la barriera del pudore rispetto ritrovandosi libere di confrontarsi e confidarsi, un viaggio che porta con sé una straziante verità nell’accettazione che i valori si evolvono.
Si intrecciano vite, dove il lettore attento scruta e impara dalla mano, che nero su bianco, ha lasciato la testimonianza di epoche diverse, dettagli che emergono vividi nelle pagine da chi l’ha vissuto. La storia che si imbastisce e si cuce addosso diventando immortale.
Nota personale:
Devo dire che è stato un viaggio davvero interessante.
Attraverso i cambiamenti generazionali, dall’epoca di arrivare illibate al matrimonio al confronto crudo con la progenie, nello scoprire che quei valori non erano così forti da poter essere tramandati.
Il ruolo dell’uomo, quando le conoscenze si facevano in chiesa e dopo una serie di sguardi si era pronti per parlare con i genitori della futura sposa, fino all’era moderna, dove gli sguardi vengono sostituiti dai messaggi direttamente tra i diretti interessati.
Ho apprezzato l’unica lezione che non s’impara ma è istintiva, quella in cui le figlie, dimenticate l’età della ribellione, arrivano ad essere confidente con le madri, non per imposizione ma per libera scelta.
Un libro appassionante, introspettivo e storico.
Consigliatissimo!!!
Trama:
Quattro generazioni di donne si susseguono dagli inizi del ’900 ad oggi, intrecciando le vicende di una famiglia tra il Casentino e le placide coste dei laghi lombardi.
Mirna, Elisanna, Flora e Diletta raccontano attraverso le tappe della loro esistenza il cambiamento radicale della condizione femminile nella provincia italiana, dalla formazione giovanile al corteggiamento preludio di relazioni amorose, dal matrimonio alla maternità, fino alla conquista dell’indipendenza economica e alla soddisfazione professionale.
Il legame tra madre e figlia è uno spazio privilegiato di confidenza e fiducia, che si tramanda tra le protagoniste attraverso la capacità di comprensione nel dialogo.
Dice l’autrice Raffaella Radice: “Questo romanzo prendeva forma nella mia testa e cresceva attraverso i personaggi della storia familiare del mio ramo femminile, quello che non ho avuto modo di conoscere di persona. Desideravo avvicinare i miei nonni, scoprire la loro relazione e comprendere cosa aveva significato essere donna nella prima metà del ’900. Mia madre mi è venuta incontro, consegnandomi con coraggio la sua intera vita scritta di proprio pugno, su un blocco. Nel marzo 2020, abbiamo cominciato la stesura di Madrisorelle: durante il periodo di clausura dovuto alla pandemia lavoravamo ogni giorno, lei dettava pagina dopo pagina e io battevo al computer, rispettando il suo stile, fermandomi per chiedere dettagli di alcuni aneddoti.
Ringrazio mia mamma per aver vissuto così a lungo da permetterci di condividere questa straordinaria esperienza: senza di lei questo romanzo non esisterebbe.”
