
Il romanzo di Valeria Parrella “Almarina” racconta, attraverso l’intricato labirinto delle profondità emotive, l’incontro con l’altro, con il suo dolore e le sue notti, segnato dalle tragedie che lo costituiscono. Ed è proprio il riconoscersi nell’altro che apre a nuove possibilità esistenziali e a una differente ricerca di fondamento e di senso del vivere.
Tra le protagoniste di questa storia vi è una donna che deve ritrovare se stessa ed un nuovo rapporto con la vita dopo un grave lutto familiare. La morte del coniuge segna un momento in cui la relazione con la quotidianità diviene estremamente complesso, travolto dal dolore della perdita. A questo si unisce la memoria lacerante di una maternità mancante che acuisce ancora di più il senso di estraneità alla vita e la profonda solitudine che ne è a fondamento. Elisabetta cerca un nuovo senso dell’esistere, incontrando un mondo distante dalla consuetudine semplice del vivere e che si caratterizza per il suo carico di tragedie e di dolori che avvolgono, come una fitta nebbia, le vite dei ragazzi del carcere minorile di Nisida.
Elisabetta vorrebbe insegnare loro la disciplina di cui lei è competente (la matematica), ma si trova coinvolta nelle storie drammatiche dei suoi allievi e l’incontro-scontro con questo mondo difficile, l’apertura verso la fragilità di queste vite ma anche verso la forza ed il coraggio che le caratterizza, le apre un differente universo di senso. In particolare, lei si appassiona ed entra in una sorta di rapporto empatico con le drammatiche vicende di violenza di Almarina con cui ha una relazione non facile ed immediata ma difficile e complessa. Elisabetta è travolta dalle esperienze tragiche della ragazza ed è come se ritrovasse il vuoto e la mancanza di senso che lei ha dentro di sé. Elisabetta si fa carico dei suoi dolori, ne scopre le potenzialità, la conduce di nuovo verso la semplice e potente bellezza della vita. Comprende, finalmente, che soltanto salvando l’altra può ritrovare se stessa. Il romanzo si conclude con la bellissima immagine di Almarina libera che va decisa verso il suo futuro di botanica dopo essere stata adottata coraggiosamente da Elisabetta.
Questa emozionante storia è l’incontro fra due solitudini che riescono a dare un nuovo fondamento alle loro esistenze attraverso la forza dell’amore. La scrittura di Parrella rende, tramite le parole, l’intricato labirinto dei sentimenti che si snoda e tesse l’intera trama del racconto, coinvolgendo il lettore e facendogli vivere intensamente ogni momento di questa bellissima storia.
Gabriella Petrelli
