“Le donne nei primi anni del Novecento” – a cura di Maria Rosaria Teni

Per evitare di dare il via a questo intervento con l’entusiastica volontà di dichiarare il Novecento il secolo delle donne, adotterò un tono più lineare, prendendo in considerazione soprattutto una sommaria ricostruzione degli accadimenti che hanno visto le donne coinvolte in diverse situazioni e lotte, durante i primi anni cinquanta del ventesimo secolo, che si connota per essere fondamentale per la riscoperta del ruolo femminile, soprattutto perché accanto, alla battaglia per conquistare il diritto di voto, si è andata via via affiancando la costruzione di una nuova soggettività femminile.  Questo processo costruttivo dell’identità e del ruolo femminile nella società del tempo,  non è certo lineare e conosce pesanti battute d’arresto.  Per valutare l’importanza del Suffragio, bisogna risalire alla fine del secolo decimonono, quando nel 1877, anche in Italia, ha inizio la battaglia per il suffragio femminile e viene condotta da Anna Maria Mozzoni (1837-1920), che presenta per la prima volta al Parlamento italiano una petizione per promuovere l’estensione del voto alle donne. La Mozzoni, nelle sue pubblicazioni presenta la questione del suffragio come parte dei più vasti problemi dell’emancipazione femminile, investendo soprattutto il mondo delle donne più colte, delle maestre, delle impiegate e delle operaie. Dobbiamo prendere atto che soltanto nel 1874 è stato permesso l’accesso delle ragazze ai licei e nelle università e nel 1900, in Italia, risultano iscritte all’università soltanto 250 donne, 287 ai licei, 267 alle scuole di magistero. Si deve aspettare un po’ di tempo (1906) prima di assistere alla richiesta fatta dalla stessa Mozzoni, insieme a Maria Montessori e ad altre donne colte, che inoltrano al parlamento una nuova petizione,  considerata da Giolitti come un salto nel buio, e da cui nasce il comitato nazionale Pro suffragio femminile. In questo periodo, intanto, si costituiscono le organizzazioni italiane delle donne socialiste e cattoliche e, nel 1912, la nuova legge sul suffragio universale maschile è priva dell’emendamento il voto delle donne.  Il 30 luglio del 1919 c’è stata un’approvazione  di una proposta di legge sul suffragio universale femminile ( prima amministrativo, successivamente politico) che ha visto l’approvazione da parte della Camera, ma la legislatura si chiude in anticipo prima che il Senato abbia votato la legge e nel 1921 Mussolini dichiara apertamente che non avrebbe mai dato il voto alle donne,  ma a a regime fascista instaurato promette invece il voto amministrativo alle donne che si rivelerà essere  un nulla di fatto.  Si deve arrivare al 1945, quando il Consiglio dei ministri del governo provvisorio approva l’estensione del voto politico alle donne, che diventa realtà in occasione del referendum istituzionale del 2 Giugno 1946 al quale partecipa al 89% delle donne aventi diritto. Il cammino percorso dalle donne nel ventesimo secolo diventa sempre più articolato e complesso per il numero crescente di donne che lottano per i propri diritti, e non solo in Italia ma in tutto il mondo. Andando al di fuori dei confini italiani, un esempio di donna risoluta e di grande personalità è la scrittrice inglese Virginia Woolf, che è intervenuta sui problemi politici posti dal nuovo punto di vista che le donne andavano maturando sulla realtà dell’epoca in cui vivevano. La Woolf evidenzia come, nel corso del tempo, il silenzio delle donne non si è stato totale, e soprattutto non ha significato un’assenza,  perché alcune donne, superando ostacoli materiali e psicologici sono riuscite a scrivere anche opere di grande valore e con grandi difficoltà. proprio perché c’è stato sempre il tentativo di essere sistematicamente cancellate dalla memoria collettiva in un  mondo prevalentemente popolato da uomini. Volendo addentrarci brevemente anche in ambito letterario, che sarà analizzato in altri interventi previsti in questo spazio, l’opera di Virginia Woolf è importante soprattutto perché, per la prima volta, identifica una vera e propria linea di tradizione letteraria femminile che unisce gli scritti di Jane Austen, delle Bronte, di George  Eliot, fornendo un approccio critico e filologico all’opera di queste grandi scrittrici. Anche in Italia, durante i primi anni del l ventesimo secolo,si registra la nascita di grandi figure di donne colte e preparate in ogni campo, nonostante le evidenti misure ostruzionistiche operate dal fascismo. Infatti in Italia col fascismo si assiste alla dissoluzione delle vecchie associazioni femminili che si vedono sostituite da associazioni cattoliche e la donna viene vista soprattutto nel suo ruolo di madre e anche di Angelo del focolare, capace di valorizzare la funzione sociale della maternità e della famiglia. Le donne sono protagoniste di una nuova politica di socializzazione con la promozione delle organizzazioni femminili costrette però l’interno di un modello che separa drasticamente i ruoli maschili da quelli femminili e per questo rivestono la funzione di madre e casalinghe, mentre i maschi diventano dirigenti e soldati.  In questo quadro si colloca la poetessa Ada Negri, che  scrive dapprima poesie di denuncia su temi sociali, ma successivamente,  in seguito alla pubblicazione del romanzo  autobiografico “Stella mattutina”, viene insignita nel 1931 del premio Mussolini, diventando un’intellettuale di regime. Si ha un lento e progressivo superamento di questo stereotipo così casalingo e docile della donna fascista tra gli anni Venti e Trenta, per opera di un gruppo di grandi scrittrici italiane che approderanno alla maturità soprattutto nel dopoguerra, in una situazione finalmente più libera. Diverse scrittrici del periodo, come  Fausta Cialente, Alba De Cespedes, Elsa Morante, Anna Banti e  Natalia Ginzburg, solo per citarne alcune, hanno partecipato attivamente, attraverso la loro testimonianza e la loro scrittura, a una liberazione graduale  della donna. Questa è solo una piccola parte della  storia vissuta dalle donne, delle battaglie  e delle rivendicazioni condotte dalle donne per arrivare intanto al 1946, a quel primo traguardo che ha sancito un iniziale spiraglio di libertà e di pari opportunità.
Maria Rosaria Teni


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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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