In una lirica di dolente introspezione, la poetessa esprime la vicenda umana, rassegnata alla ciclicità degli eventi che da sempre percorrono l’esistenza. Dinanzi a un ripiegamento timoroso, un barlume di primavera in boccio ridona la speranza e, tra delicate sfumature di sensazioni, rende possibile il ritorno a un equilibrio risanato. La poesia si muove attraverso una linea stilistica raffinata ed essenziale che conferisce un particolare valore semantico a ogni singola parola, incastonata in versi brevi, ma intensi e profondi. [M.R.Teni]
Rincantucciata
nel mio angolo
di paura,
vedo
sbocciare
la primavera.
Il ciclo
eterno
che si ripete,
ma esclude
noi,
povera
fragile
materia
umana.
Rincantucciata
nel mio angolo
di dolore,
attendo
che torni
l’infranto
equilibrio.
Myriam Ambrosini

ph Eleonora Mello
