
Come sosteneva Anima Mundi, in un’ epoca in cui il libro di narrativa o il saggio ha una durata appena superiore a quella del periodico che è sempre più spesso un prodotto di utilizzare e da cestinare, continuamente raggiunto dal successivo la cui pubblicazione che appariva nel passato come una consacrazione definitiva, è considerata oggi sempre più come un fatto occasionale, episodio e provvisorio, di fatto anche il materiale usato si deteriora rapidamente – in effetti, a pochi anni dalla loro pubblicazione, i libri si sbriciolano sugli scaffali senza nemmeno essere stati sfiorati da una mano – è in un tale ritardo che la poesia è sollecitata a sua volta, a perseguire l’ attualità. La civiltà di massa oggi decreta dunque per la sua stessa natura, lo scacco della poesia. Ha un futuro la poesia oggi? Sicuramente sì.
E come possiamo vedere, le situazioni della vita senza la poesia non ci sono? La solitudine, il silenzio, la profondità, la durata, l’ Immaterialità, esistono sempre con la poesia. Mai come ai giorni nostri, forse, la poesia ha avuto un ruolo di salvatrice. E il poeta, nella sua proclamata inutilità, apparirà come qualcuno che, forse senza rendersene conto, rappresenta un punto di riferimento alla soglia del silenzio. Esiste un poeta dotato di una straordinaria intensità sensoriale, un poeta dei colori, della tradizione italiana popolare, degli immagini dei sogni, degli immagini delle memorie, che scrive una poesia con un linguaggio dominato dallo smarrimento, dall’ angoscia ma anche dalla consapevolezza. Il poeta si chiama Gianfranco Rossodivita.

Chi è il poeta e musicista Gianfranco Rossodivita? Gianfranco ROSSODIVITA è nato nel 1966 a Campodipietra, centro della provincia di Campobasso, ha trascorso un lungo periodo in Sicilia e in Toscana, dove ha avuto modo di approfondire la sua passione innata per la poesia e la musica, in tutti i suoi generi. Nel 1996, durante la sua permanenza in Toscana, incontra nel Valdarno il poeta anglosassone Peter RUSSEL, che lo consacra poeta. Ha pubblicato una silloge di poesie “Qualcosa di Personale” (IbiskosEditrice Empoli 2004) da cui l’antropologo Elia RUBINO ha tratto il recital “Nella Pietra.…Qualcosa di Personale”, riedita nel marzo del 2007 dalla Versiliana Editrice di Fucecchio (FI); Agosto 2005 Recital “La vita è un dono” con la collaborazione di artisti molisani, evento dedicato ai malati di leucemie; raccolta di poesie, “RossOpaco”, (IbiskosEditrice Empoli 2008), da cui l’autore ha tratto il recital “ Ross”O”paco…..dalla Sicilia a Sant’Anastasia ”. Nelle due raccolte vi sono raffigurazioni: “Qualcosa di personale” del Maestro Giuseppe Massimo MARANGIO, “RossOpaco” di Michele RICCI a suo tempo studente del liceo Artistico G. MANZU’ di Campobasso.- Il 24 Gennaio del 2016 andava in scena col recital “IO E MIO FIGLIO …Gioia e dolore (senza via di uscita) ”, testi tratti dall’omonimo libro della poetessa sarda Paola PITTALIS, e musiche eseguite dal TRIO CHITARRISTICO MOLISANO; il 12 di Marzo andava in scena con proprio recital “LA MILONGA DEL ANGEL”, ritratto poetico dello stesso autore, testi recitati dall’attore Riccardo MARZUOLI, e dall’attrice Rossella MENOTTI, con intermezzi musicali del TRIO CHITARRISTICO MOLISANO ed il duo dei musicisti Marco DELL’ANNA (fisarmonica) e Simone LONGO (tamburello), componenti del gruppo folk popolare degli ZIMBARIA e la danzatrice Francesca SPALLONE (direttrice della scuola di ballo SCARPETTE ROSSE). Sue poesie figurano in varie pubblicazioni antologiche fra le quali (Poeti Italiani nel Mondo), (Fonopoli Parole in Movimento); (Antologia di Poeti Molisani Vol. II e Vol. III); riviste specialistiche nel settore (il Club degli Autori) (Le Nuvole-bollettino di informazione culturale); (OverArt); (BiancoScuro); (ArtExpò); (Circumnavigarte) “Un maestro per un anno, un libro per un giorno”, “NEW caleidoscopio” “EffettoArte, Archivio delle grafiche degli artisti della collezione Vittorio SGARBI”. Agende: (Agenda del Poeta-Pagine&Pagine (2006-2007), (Almanacco delle Muse), in volumi di supporto didattico, saggi di letteratura (Antologia della letteratura italiana del XX Secolo); (Solchi di Scrittura), antologia multimediale “Caro Amore ti scrivo vol. 2° ”, (Antologia virtuale dei Poeti Italiani Contemporanei Club degli Autori). Alcune di esse sono state tradotte in inglese ed in greco, croato, olandese, francese. Le sue raccolte poetiche sono in catalogo presso la Biblioteca Nazionale Centrale e quella Morucelliana di Firenze, quella Provinciale (P. Albino) di Campobasso.- Ha ricevuto importanti riconoscimenti e premi letterari, fra i quali: Premio Letterario Internazionale “VICTOR HUGO 2002 ” :menzione d’onore: sezione poesia singola, con l’opera (Nel profondo meditare); Premio Nazionale di Poesia “Giuseppe ALTOBELLO” Campobasso 2003: 2° premio per l’opera “Pietra”; Concorso Letterario Internazionale “CITTÀ DI SALÒ 2004”: premio finalisti: sezione poesia singola, con l’opera (Nei luoghi della memoria); Concorso Letterario Internazionale “GIOVANNI GRONCHI”:menzione d’onore: sezione poesia edita 18^ anno 2004 con la raccolta (Qualcosa di personale); 6°premio: sezione poesia singola 19^ edizione anno 2005, con l’opera (Obiettività); Concorso Letterario Internazionale “LA ROCCA-CITTÀ di San Miniato” :primo premio in due sezioni: poesia a tema “la memoria” con l’opera (Nei luoghi della memoria); e poesia singola (Tiziano Terzani-I nostri occhi non hanno veduto), nella 19^ edizione anno 2005;Menzione d’onore: Poesia a tema “L’infinito” MENZIONE DI MERITO Sezione F 1 Poesia dell’Immagine per la poesia “Mothia”, XXIII edizione anno 2015 Premio Letterario Internazionale “ SAN MARCO CITTÀ DI Venezia ” : 2°premio: XII^ edizione anno 2005: sezione libro edito di poesia (Qualcosa di personale); premio speciale: XIII^ edizione anno 2006: sezione poesia a tema libero con la poesia (Sant’Antonio il giorno prima della festa); premio speciale: XIV^ edizione anno 2007: poesia singola (Ritrovarsi soli); terzo premio: XVI^ edizione anno2009: sezione libro edito di poesia (RossOpaco); quarto premio: XVII^ edizione ann. Nella poesia di Gianfranco Rossodivita esiste il rapporto tra poesia e vita, perché la poesia deve partire da un incontro essenziale con la realtà, che possiamo chiamare percezione o forse penetrazione in una visione del mondo e del verbo.

Il poeta gioca con il tempo della vita, ma il tempo scorre e traccia colori nella memoria delle parole. Il poeta lascia la fecondità della terra, di un continuo ribollire e un continuo rimescolarsi. Nella poesia di Gianfranco Rossodivita (che cognome? Rosso di Vita) esiste un’analisi del destino antropologico cosi la poesia di Gianfranco Rossodivita come un’ infinita nostalgia rappresenta la tanto sognata e agognata patria Campodipietra, l’infanzia intesa come felicità primitiva dell’uomo. La tematica della poesia di poeta è una sintesi persone, situazioni, culture, in altre parole è la sintesi della vita. Scrive:
“ Mediterraneo “
( i balcani)
Dove bruciava la mia terra c’era l’ombra materna
Dove ardeva l’amore, c’era un cuore soldato
La sinistra accudiva la madre, mentre l’altra
seppelliva i miei fratelli
Guarda, ho le mani sporche di bosco e pantano,
non avrò pace se il tuo abbraccio troverò in disarmo.
(il profugo)
Sono un pensiero di Dio caduto sula terra per caso
un corpo martoriato dalla tortura e la sete,
vivo nell’attesa di un Dio più giusto,
l’accoglienza sincera, la dignità di uomo
Oppure mi aspetto il completo abbandono
ad un destino più ignoto
Per tomba l’abisso, stretto nell’abbraccio
dei fratelli che mi hanno preceduto
Senza più un volto, un nome, un destino.
(Mediterraneo)
È in te che mi abbandono come un pensiero indefinito
Mutamento da uno stato all’altro dell’essere:
uomo-delfino, in uno spazio illimitato
stringo le terre e le acque al cielo e,
fra l’esistenza ed il mistero, inarco la schiena,
felicemente canto:
“ è dall’acqua che salva, io nasco temprato…
dalla divina bellezza, rinasco salvato ”.
La poesia, come diceva Keats, deve nascere spontaneamente e attraverso i sensi. I sensi della poesia di Gianfranco Rossodivita sono un insieme di esperienze, emozioni, percezioni che costruiscono la struttura dell’ uomo. Le parole si trasformano, dando vita. La poesia di Gianfranco Rossodivita diventa una musica, un paesaggio, un odore o un gusto, sono le ancore di un’emozione, che torna prepotente quando un nuovo stimolo si ripropone. Tutti sono simbili della vita, tutti sono simboli dei minuti che viviamo.
Pietra
È inutile chiedermi
di parlarti.
Adesso
proprio adesso, che
vorrei essere una pietra
lanciata a pelo d’acqua
dalla mano di un bambino
che si rallegra
guardando i miei saltelli
e poi si rattrista
contando i miei cerchi di
pietra che affonda
nel gioco dell’onda.
Io, una pietra ovale, liscia, tonda.
Pietra di torrente
pietra di sponda
in cerca dell’argine
dove poter riposare.
Pietra antica
pietra nascosta
che dovrai cercare
per trovare
la tua risposta.
Campodipietra, dicembre 2002
La poesia diventa, secondo Gianfranco Rossodivita, un incontro essenziale, ma anche una percezione, o penetrazione come una visione del mondo. Solo cosi la poesia secondo il poeta esisterà come balsamo sulle ferite del uomo. La poesia non è attualmente un monologo dell’ Ego né un dialogo del Tu e dell’ Io, perché cosi la poesia funziona come universo chiuso e la poesia come ontologia esprime un universo aperto. Colori, suoni, profumi della vita in altre parole immagini simboliche sono gli ingredienti scelti per intessere brani fatti di sintassi poetica. Una poesia dell’ anima, una poesia che trova l’ essenza nelle cose. Il poeta Gianfranco Rossodivita è capace di arrivarci dritto al cuore.
Apostolos Apostolou
Scrittore, critico letterario e Docente di Filosofia.
