Per definire lo stato d’animo di questi giorni occorrerebbero pagine e pagine, ma io mi limiterò a esternare solo alcune riflessioni che sto man mano maturando nel corso delle giornate trascorse a casa, tra le mie amate faccende e “sfaccende”, con i miei affetti più preziosi, con i compagni di sempre rappresentati dai libri e dalle tante carte sparse per le stanze, quasi a ricordare l’esistenza di pensieri che devono essere fissati su foglietti per non essere cancellati da labile memoria incipiente. Dimenticavo che, a tutto ciò, si aggiunge un tenue sottofondo musicale non sempre gradito ai miei cari, i quali lamentano i miei gusti troppo inclini verso il classico, ma che, per amor mio, tollerano bonariamente e, sotto sotto gradiscono, perché la musica in fondo è amata anche da loro. Nel rito quotidiano di cose da fare, non manca uno sguardo attento a questa piccola realtà costituita dalla rivista Cultura Oltre 14, nata un po’ di anni fa, in via sperimentale, per condividere la passione per la scrittura, la poesia, la conoscenza, la cultura in generale. E così, in breve tempo, entrare nel mondo di Cultura Oltre è stato come entrare in contatto con un mondo altro, dove non si tribola per le meschinità, le volgarità, le bassezze che, tuttavia, sono lì, in agguato e ci vengono spesso mostrate in varie forme e dove si racconta un poco di ognuno di noi, dove si vive una quotidianità intima, in una sfera di personale confidenza che, da virtuale, diventa sempre più sociale. La consapevolezza di quanto questa rivista stia arricchendo il mio piccolo universo mi è stata data proprio in questi giorni osservando il numero elevato di lettori i quali, progressivamente, sono arrivati ad essere superiori a ottantamila e che, tutti i giorni, scrivono alla redazione, inviando i propri lavori, le proprie opere e anche i vari commenti alle pubblicazioni. Sono meravigliata, compiaciuta, gratificata, ammirata dalla presenza tangibile di tanti poeti, scrittori e autori che rendono vivo questo spazio, che fanno pulsare questa piccola isola di tanti battiti che, alla fine, si muovono all’unisono sullo stesso ritmo che scandisce la vita. E allora non posso che ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile la realizzazione di uno spazio come questo, augurandomi che possa essere sempre il luogo privilegiato cui pensare per esprimere le proprie riflessioni e i propri interessi. Mi piace concludere con le parole di William Wordsworth: “Riempi il tuo foglio coi respiri del tuo cuore”.
Maria Rosaria Teni

