La Festa delle Propaggini che ricorre il 26 dicembre, decreta il carnevale più lungo di Italia e il più antico d’Europa, quello di Putignano. La genesi della festa delle propaggini nasce nel 1934 ed è un intreccio tra storia e leggenda. E’ una festa folkloristica, dove gruppi e poeti, “i propagginanti,” si sfidano recitando in vernacolo versi in rima satirici, i cosiddetti “cippon” contro politici e personaggi noti della città, alla fine il miglior gruppo viene premiato.
Farinella è la maschera del carnevale di Putignano. Buona Lettura

Farinella è la maschera del carnevale di Putignano, inizialmente l’abito riportava i colori della citta: il rosso e il blu, un cappello a tre punte, per ricordare i tre colli su cui è costruita la città ed era rappresentata nel separare un cane e un gatto, per ricordare i dissapori tra i cittadini. L’aspetto attuale di questa maschera tipica di uno dei più antichi carnevali d’Italia, si deve al grafico Domenico Castellano che negli anni cinquanta fece assumere a Farinella, la figura di un giullare con l’abito a toppe multicolori, sonaglini alle due punte del cappello, scarpette di stoffa e un collarino di colore azzurro, con un’aria smaliziata. Il nome Farinella si deve all’alimento tipico della città di Putignano, “La Farinella” (a farnedd), è uno sfarinato di ceci e orzo tostati con l’aggiunta di sale. Nella versione originaria, la farinella era costituita di solo orzo. L’origine dello sfarinato è prettamente agreste, era il pranzo consumato da generazioni di contadini durante i duri lavori dei campi e portato appeso alla vita in un sacchetto di tela, u volze. Inizialmente era mangiato in polvere, semplicemente con acqua olio o sale, o accompagnato da fichi freschi o secchi secondo la stagione. In casa dei contadini era consumata con il macco di fave, mentre nelle tavole dei signori arrivò con i ricettari dei maestri di cucina del 1700 e la Farinella fu usata al naturale sulla pasta al sugo, sulle verdure ben condite, con le patate lessate o con la frutta di stagione o come dolce miscelandola allo zucchero.
Oggi il ricordo di questo delizioso alimento è tenuto in vita proprio dalla maschera, perché anche nei paesi viciniori a Putignano non è molto conosciuto. La farinella oggi è consuetudine usarla come accompagnamento in particolare nel sugo o con le verdure, o la purea di patate. E’ doveroso ricordare che “Farinella” è anche un brano musicale allegro, tipico del periodo di carnevale che il fisarmonicista putignanese M° Benedetto Pipoli ha dedicato alla maschera.
©Maria Rosaria Perrone
