Una libreria sotto casa … “Il Mattone” – intervista di Mariantonietta Valzano

Libreria Il Mattone

Vivo nella mia città e nello specifico nel mio quartiere che, fino a qualche tempo fa, riecheggiava su tutte le pagine dei giornali, da quando sono nata. Sempre lì a segnare il territorio con la mia errante presenza di saluti e scambi di battute quotidiane. Ho vissuto tanti cambiamenti, talora un po’ avvilenti, come gli ultimi eventi sulla libreria la Pecora elettrica che non riaprirà dopo il secondo incendio, nonostante il territorio si sia mobilitato dimostrando una forza d’animo sociale aggregante e assertivo. Ebbene sì … vivo a Centocelle, antico castrum romano, cento luoghi, con un parco vicino che ospita il mausoleo di Gordiano III, ovviamente in uno stato non proprio felice.

Ma da un po’ di anni un rifugio di cultura ha messo radici negli abitanti: è la Libreria Il Mattone. In tutto questo tempo di crisi e difficoltà a noi che la frequentiamo sembra più un premio, un’arca su cui salpare verso quella ricerca di risposte o semplicemente di storie, che possano rendere la vita meno ignara nel suo sentire e nel suo senso. È un luogo aggregante dove si entra e dove, mentre vaghi tra gli scaffali, ti capita di trovare amici e conoscenti che fanno la stessa cosa, con relativa conversazione di contorno.

La qualità che rende speciale per tutti noi Il Mattone è che si entra in un luogo vecchio stampo per il profumo che si respira, per l’accoglienza e perché il suo titolare Alessio Zambardi è esattamente come ci ricordiamo essere i librai dei film. I librai dei nostri ricordi. I librai dei tempi semplici quelli solo punto zero senza 1 oppure 2 o 3, senza 4 o 5 G, quei tempi in cui quando entravi in libreria ci andavi per attardarti a fare due chiacchiere o a leggere qualche pagina.

 I tempi in cui chiedevi consiglio su un libro e ne uscivi ammaliato con almeno tre che ti stavano già catturando tra le loro pagine. Un tempo in cui anche la socialità era diversa, ci si salutava e si parlava un po’ con tutti, come si fa quando si aspetta il proprio turno per parlare con Alessio… Che ho deciso di farvi conoscere…

Alessio, quanto tempo fa hai deciso di voler essere un “libraio”?
Precisamente non ricordo ma c’è stato un momento in cui ho preso consapevolezza che tra i tanti cambiamenti della mia vita c’era invece una presenza costante: i libri. E allora ho deciso che sarebbero stati anche il mio lavoro. Da quando avevo 17 anni (un po’ tardi, invero) i libri sono stati una presenza costante. Cito Confucio: scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.

E poi?
Credo di aver proseguito ancora per un po’ gli studi (prima di abbandonarli) e poi ho lavorato tre anni in un paio di grandi librerie del centro.

Perché la scelta del nome?
C’è un motivo fisico e strutturale che diventa motivo, se vogliamo, anche di riflessione: ci sono effettivamente pile di mattoni che reggono assi di legno che reggono libri che reggono… tutto il resto. Il mattone è simbolo di costruzione: con esso costruisci case, ma è con i libri che costruisci te stesso.

E’ faticoso tenere in ordine Il Mattone?
Fisicamente no, anche se i libri pesano. Quella che sfianca è la parte burocratica (che è comunque in comune con qualsiasi altra attività commerciale)

Su cosa basi le tue letture personali?
Su ciò che mi chiama al momento, senza badare a classici, novità, classifiche. E credo che sia il motivo più genuino per leggere un libro. Leggerò “I fratelli Karamazov” quando mi chiamerà. Leggere un libro perché “non puoi non averlo letto” è il più grande torto che un lettore può fare a sé stesso. E leggerlo “perché è in classifica” è ancora peggio.

In questi anni è cambiato il lettore?
Il lettore cambia perché il mondo editoriale cambia: è costretto a scegliere tra più libri e meno qualità. E troppo spesso scambia un libro passabile per un buon libro.

Cosa pensi dell’e-book e perché si dovrebbe preferire il libro cartaceo?
Penso che ognuno debba essere libero di fare come vuole. Se una persona si trova bene a leggere il libro elettronico ha il diritto di proseguire quella strada.

In questi anni la vendita di libri cartacei ha subìto flessioni? Perché secondo te?
Le flessioni le hanno subìte le librerie, non i libri. Nel senso che si acquista sempre di più su internet. Vuoi per gli sconti, vuoi per la consegna veloce. E’ chiaro che dietro questa efficienza c’è un meccanismo eticamente discutibile anche se perfettamente legale, ma questo purtroppo passa sempre in secondo piano. Personalmente non acquisto nulla su Internet.

Come ha reagito il territorio alle tue proposte?
Quando ho aperto nel 2007 forse in pochi avrebbero scommesso qualcosa. Quest’anno facciamo 13 anni, se il territorio non avesse reagito bene probabilmente non avremmo festeggiato i 2.

Come consideri Il Mattone nella tua vita?
Un bel compagno di viaggio

Anche noi…
Mariantonietta Valzano

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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5 risposte a Una libreria sotto casa … “Il Mattone” – intervista di Mariantonietta Valzano

  1. Pingback: “Il concerto” di Alessio Zambardi | Cultura Oltre


  2. L’ha ripubblicato su Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava.

  3. Avatar di Antonella Frattolillo Antonella Frattolillo scrive:

    Un punto di riferimento nel quartiere.

  4. Avatar di elettasenso elettasenso scrive:

    Bella intervista 🌟

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