Ospitiamo un brano che parla di una pianta, il ciclamino, proposto dalla poetessa Maria Rosaria Perrone, appassionata cultrice di florigrafia, che ha composto per questo delicato fiore un HAIKU di soffusa dolcezza.
La florigrafia, ossia il significato simbolico dei fiori inizia a svilupparsi già intorno al medioevo, ma il suo uso è maggiormente utilizzato nell’ottocento. Il linguaggio dei fiori diviene una comunicazione non verbale segreta e raffinata, ha incuriosito non solo le nobili dame dell’ottocento, ma anche noi donne moderne.
Il ciclamino
Il ciclamino è un fiore che cresce spontaneamente in tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche in paesi come la Somalia e l’Iran. Appartiene alla famiglia delle Primulacee, conosciuto fin dall’antichità ha ispirato molte leggende.
Gli antichi greci assegnavano a questo fiore virtù magiche a causa della sfericità del tubero e la predisposizione del gambo del fiore ad attorcigliarsi a forma di spirale se fecondato. Associavano queste forme circolari al cerchio, figura magica, emblema dell’eterno rinnovamento dell’universo. Non a caso il nome ciclamino deriva dal greco “kyklos” che significa cerchio.
Secondo il filosofo e naturalista Teofrasto, il ciclamino propiziava l’amore e la sessualità, probabilmente perché accomunava all’utero femminile, la forma rotondeggiante e compressa alle estremità del tubero della pianta e quindi al concepimento. Un’antica usanza era quella di adornare la camera degli sposi novelli con piccoli mazzi di ciclamino, come augurio di fertilità.
Nel tubero del ciclamino è presente la ciclamina, una sostanza velenosa per l’uomo, ma non per gli animali, infatti, i maiali ne sono ghiotti ed è per questo che il ciclamino è anche chiamato anche col nome poco grazioso di “pamporcino”. Un’altra leggenda dell’antica Grecia, narra che il ciclamino era sacro ad Ecate, divinità lunare delle magie e degli incantesimi, per questo motivo era abitudine piantare questi fiori intorno alle abitazioni, perché si credeva proteggesse dai malefici.
Questo fiore dalle qualità bivalenti: bellezza e velenosità, fiore di vita e di morte, fa si che nel linguaggio dei fiori simboleggi la diffidenza.
HAIKU
I ciclamini
svernano riservati
nei sottoboschi
©Maria Rosaria Perrone
