La compostezza stilistica del sonetto che presentiamo oggi dimostra che il ricorso a metri e forme classiche è un prezioso strumento che aggiunge raffinatezza ed eleganza al componimento stesso. Inoltre è da notare la capacità del poeta di inserire in uno schema tipico precostituito, termini e tematiche che, pur espresse con aulica modalità, appartengono al linguaggio moderno, armonizzate in un contesto di schiacciante attualità. Un lavoro di pregio e di valore. [M.R.Teni]
Svanito è il tempo in cui felicità
era la meta dell’uman consesso,
che ne bramava diuturno possesso
e ne scordava la fugacità.
Oggi l’uomo, con cupa avidità,
tenta di compensare col successo,
con il potere, la ricchezza e il sesso
la rinuncia a ormai dubbie verità.
Ma in molti la dolcezza del ricordo
di un sogno forse ingenuo ma più mite
infonde il desiderio di un ritorno;
pur non si può rinnovellare il giorno,
e fra il reale e le speranze ardite
convien cercare più maturo accordo.
Lorenzo Fiore

Lorenzo Fiore, nato a Siena nel 1945 dove ha compiuto studi di orientamento classico (ginnasio-liceo) fino alla maturità. Ha seguito gli studi universitari a Pisa, dove si è laureato in Biologia e poi è rimasto a svolgere ricerca e didattica, principalmente nel campo dell’Etologia. Professore ordinario dal 1981, attualmente in pensione. Oltre ad alcuni contributi molti vecchi su riviste culturali di diffusione nazionale, solo dopo il pensionamento ha ripreso a scrivere qualcosa di carattere letterario; in particolare, ha autostampato una raccolta di una quarantina di poesie. Poco tempo fa un suo sonetto è risultato vincitore del concorso “Il Sonetto 2018” per la sezione a rime obbligate.
