“Non solo solitudine…” di Maria Rosaria Teni

Ogni giorno raccontiamo una parte di noi, vivendo la nostra vita e narrando le situazioni attraverso il vissuto quotidiano. In fondo siamo su un palcoscenico fittizio e ci relazioniamo, inevitabilmente, attraverso categorie prestabilite e fisse, pur non prescindendo dalla necessità di parlare, dormire, camminare, lavorare, mangiare, in sintesi, vivere, mentre quell’essere che è dentro ognuno di noi, a volte, vorrebbe solo staccarsi da tutto e pensare. Che bella parola pensare! Che stimolante occasione riuscire a trovare il tempo per pensare: vivere nello spirito e nutrirsi di esso, annullando gesti e frasi consuete, captando il linguaggio dell’anima, libera da stereotipi! La solitudine sostiene ancora questa capacità di abbracciare i pensieri, portandoli in un tempo senza tempo, nell’incorporeità del momento senza entità. Una solitudine però che ha due volti, come un’erma bifronte: da un lato può apparire confortante perché fa ritrovare la propria essenza e conduce a scandagliare il mare profondo della propria individualità, ma a volte può far paura, perché inchioda su certezze fallite, su illusioni diroccate che si tramutano in delusioni devastanti che rischiano di alienare inesorabilmente.  Una solitudine negativa che si alimenta con la crescente diffusione di strumenti elettronici e informatici e che paradossalmente intreccia una rete virtuale di solitudini condivise.  In realtà è questo il peggior nemico contro cui si sta cercando di combattere: il rischio sempre più attuale di entrare in una ragnatela di isolamento distruttivo che allontana e rende burattini inermi e inebetiti.  Riappropriarsi di se stessi, riconoscersi nelle proprie debolezze, sentire il bisogno di guardarsi dentro e affrontare il proprio Io per convincersi di esistere.
Entrare in un libro e ritrovare la gioia della lettura o penetrare nel mondo meraviglioso della musica per innalzare lo spirito dal fantasma del Nulla diventano allora canali privilegiati che ognuno possiede, indipendentemente da classificazioni sociali. Fortunatamente la possibilità di leggere, scrivere, studiare è data a tutti, liberamente ed ancora è concessa la libertà di esprimersi. Riflessioni e considerazioni queste maturate prevalentemente negli ultimi giorni, dopo aver notato, con un misto di sorpresa e compiacimento, quante  belle realtà siano presenti scorrendo e incontrando le pagine di siti e blog, creati esclusivamente per il piacere di comunicare esperienze e sensazioni – pur essendo sconosciuti e distanti gli uni dagli altri –  con la nobile intenzione di condividere l’amore per i libri, la poesia, la musica, l’arte, la lettura… forme diverse di vivere la vita e assaporarne pienamente il valore. Mi viene in mente che in fondo Nessun uomo è un’Isola …” – per concludere con John Donne e la sua splendida lirica[1]:

 Nessun uomo è un’Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall’onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d’uomo mi diminusce,
perché io partecipo all’Umanità.
E così non mandare mai a chiedere
per chi suona la Campana.

Essa suona per te.
John Donne
Poeta e chierico ( Londra 1572 – 1631)

 

 

 

[1] tratta dall’opera Meditazione XVII in Devozioni per occasioni d’emergenza, Editori Riuniti, Roma, 1994, pp. 112-113.

 

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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