Il Club dei poeti non estinti e il Professor Keating
“Dead Poets Society” è il titolo originale del film del 1989 diretto da Peter Weir ed interpretato da Robin Williams.
Ora che i riflettori si stanno spegnendo ed il clamore del suicidio si stempera nella normalità quotidiana di fatti e vicende del nostro vivere umano, ora posso parlare del professor Keating.
“«O Capitano, mio Capitano!» Chi conosce questo verso? [gli studenti sono perplessi] Nessuno. Non lo sapete? È una poesia di Walt Whitman, che parla di Abramo Lincoln. Ecco, in questa classe potete chiamarmi professor Keating o se siete un po’ più audaci, “O Capitano, mio Capitano”. Ora dissiperò alcune voci, cosicché non inquinino i fatti. Certo, anch’io ho frequentato Welton e sopravvivo, comunque a quel tempo non ero la mente eletta che avete di fronte: ero l’equivalente intellettuale di un gracile corpicino, andavo sulla spiaggia e tutti mi tiravano i libri di Byron in piena faccia”.
“…Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza, un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà”.
Al di là di inevitabili apologie e retoriche rimembranze, posso dire che il professor Keating mi ha insegnato a percorrere senza esitazioni la strada della poesia e quindi la strada della vita. Niente può rappresentare la vita quanto una poesia che respira di ogni emozione e di ogni stato d’animo, impercettibile e misterioso. Adesso più che mai anche il Club dei poeti non estinti rafforza la teoria che, al di là di un corpo che si consuma, la poesia vive e vivrà in eterno.
Maria Rosaria Teni

