
Chac-Mool o Chaac-Mool era il dio della pioggia maya, equivalente dell’atzeco Tlaloc. Era rappresentato con due zanne ricurve e lacrime che gli scendevano dagli occhi. Era una divinità molto popolare ed era presente in molti dei rituali del popolo. Le sue caratteristiche erano naso lungo e ricurvo, simbolo del fulmine, le zanne ricurve verso il basso, piuttosto intimidatorie, copricapo semplice, di solito una fascia annodata e l’occhio a forma di T simbolo di lacrime o gocce di pioggia. Alcune leggende mitologiche narrano che Chaac viveva in grotte o cenotes, pozze d’acqua acqua dolce formate dal crollo di grotte calcaree che fungevano anche da ingresso agli inferi e usava un’ascia per colpire le nuvole e provocare tuoni e pioggia; altre, invece, raccontano che Chaac fosse il fratello del Sole e che avesse commesso adulterio con la moglie, per poi pentirsi e piangere, causando così la pioggia.Nel mondo dei Maya la pioggia era importante perché strettamente connessa all’economia, alla politica e alla sopravvivenza. La presenza della pioggia garantiva il cibo, se non pioveva il cibo mancava, pertanto si rivolgevano a Chaac-Mool, un dio amico degli uomini, signore del vento, del tuono, della pioggia e della fertilità. Il centro principale del suo culto era situato a Chichen Itzà.

Chichen Itzà è un importante sito archeologico messicano, situato nel Nord della penisola dello Yucatan. Era uno dei maggiori centri Maya. Tra i siti archeologici messicani è più il famoso, il più visitato e il meglio conservato, era già conosciuto dai conquistatori spagnoli.
Al tempo del suo fulgore (tra l’800 e il 1200 D.C.), Chichen Itzà era il centro politico, militare e religioso di tutto lo Yucatan. Chichen Itzà significa ‘bocca del pozzo degli Itzà. Gli Itzà erano una popolazione tolteca, proveniente dalla città di Tula nel Messico centrale. Gli Itza conquistarono Chichen nel X secolo D.C. La loro presenza ha avuto una grande influenza sull’architettura della città. L’edificio più spettacolare della città è la Piramide di Kukulkan, detta anche el Castillo. La piramide è una rappresentazione del calendario maya. I complessivi 365 scalini rappresentano i giorni dell’anno. Le 18 terrazze presenti su ogni facciata rappresentano i 18 mesi del calendario maya. I 52 pannelli di ogni facciata rappresentano gli anni che compongono il secolo maya. La piramide è orientata in modo tale che, il giorno degli equinozi di autunno e primavera, sul lato nord dell’edificio si crei un particolare gioco di luci e ombre. Il sole disegna, infatti, la figura di un serpente che sale o scende dalla parete. Tra gli edifici vicini alla piramide c’è il Templos de los Guerreros, sul cui lato sud sorge El Grupo de las Mil Columnas, un impressionante colonnato. All’ingresso del tempio si trova una statua di Chac-Mool, dio della pioggia.
Maria Rosaria Perrone
