L’arte dello stare bene – La salute come benessere mentale – di Fabio Peruzzi

“La mente è come l’acqua: quando è agitata non riflette nulla,
quando è calma riflette tutto.”
Proverbio orientale

Se la salute fisica è armonia dei sistemi biologici, la salute mentale è armonia dei processi interiori. È equilibrio tra emozione e pensiero, tra impulso e riflessione, tra ciò che sentiamo e ciò che comprendiamo. Non coincide con l’assenza di difficoltà, né con uno stato permanente di serenità. La salute mentale è la capacità di attraversare l’esperienza restando integri, di sentire senza esserne travolti, di pensare senza restarne prigionieri.

Quando parliamo di benessere mentale possiamo individuarne tre componenti fondamentali: regolazione emotiva, stabilità dell’umore e flessibilità cognitiva. Non sono concetti astratti, ma funzioni concrete, osservabili nella vita quotidiana.

La regolazione emotiva è la capacità di riconoscere un’emozione mentre accade e di modularne l’intensità. Non significa reprimere la rabbia o negare la paura. Significa accorgersi che stanno emergendo, comprenderne l’origine e decidere come esprimerle. Una persona con buona regolazione emotiva può provare ansia prima di un evento importante, ma riesce a respirare, a restare presente, a non lasciare che l’emozione determini completamente il comportamento. Dal punto di vista neurobiologico, questo processo coinvolge il dialogo tra amigdala e corteccia prefrontale: la prima segnala il pericolo, la seconda valuta, contestualizza e modula la risposta. Quando questo dialogo è efficace, l’emozione diventa informazione, non minaccia.

La stabilità dell’umore è qualcosa di diverso. Non riguarda l’intensità delle singole emozioni, ma la continuità del tono affettivo nel tempo. Tutti attraversiamo giornate buone e giornate difficili; la stabilità dell’umore è la capacità di non passare da un estremo all’altro in modo brusco e incontrollato. È una sorta di “linea di base” emotiva che consente oscillazioni senza crolli. A livello biologico, questa stabilità è influenzata da diversi sistemi neurochimici, in particolare dalla serotonina, che contribuisce alla regolazione del tono dell’umore, del sonno e dell’appetito. Quando i livelli serotoninergici sono alterati, possono emergere irritabilità, instabilità o abbassamento dell’umore. Ma la serotonina non è solo una molecola: è parte di un sistema complesso che risponde a sonno, alimentazione, movimento, esposizione alla luce e qualità delle relazioni.

La terza componente, la flessibilità cognitiva, è forse la meno visibile ma la più decisiva. È la capacità di cambiare prospettiva, di rivedere un’interpretazione, di non rimanere imprigionati in un’unica narrazione mentale. Una mente rigida tende a interpretare gli eventi sempre nello stesso modo: “Se sbaglio, significa che valgo poco”, “Se qualcuno mi critica, è contro di me”. Una mente flessibile riesce invece a introdurre alternative: “Ho sbagliato, ma posso imparare”, “Forse quella critica contiene un elemento utile”. Questa capacità dipende in larga parte dall’efficienza della corteccia prefrontale e dai circuiti dopaminergici, che sono coinvolti nei processi di apprendimento, motivazione e adattamento. La dopamina non è solo il neurotrasmettitore del piacere, ma anche della curiosità e della capacità di esplorare nuove soluzioni.

Accanto a serotonina e dopamina, altri mediatori chimici giocano un ruolo cruciale. Il GABA è il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello: modula l’eccitabilità neuronale e favorisce calma e stabilità. Quando il sistema GABAergico è poco efficiente, la mente tende a uno stato di iperattivazione, con aumento di ansia e tensione. Il glutammato, al contrario, è il principale neurotrasmettitore eccitatorio, fondamentale per apprendimento e memoria; un suo squilibrio può contribuire a stati di agitazione o, in altri casi, a difficoltà cognitive. Il cortisolo, ormone dello stress prodotto dalle ghiandole surrenali attraverso l’attivazione dell’asse ipotalamo–ipofisi–surrene, rappresenta un altro elemento chiave: nel breve termine aumenta attenzione e prontezza, ma se rimane elevato cronicamente può alterare memoria, sonno e stabilità emotiva, interferendo con la plasticità dell’ippocampo.

Tutti questi mediatori non agiscono isolatamente. Formano una rete dinamica che risponde all’ambiente, alle abitudini, alla qualità delle relazioni e al modo in cui interpretiamo gli eventi. La mente è dunque un fenomeno biologico incarnato: non esiste separazione netta tra chimica e coscienza, tra sinapsi e significato.

Prendiamo un esempio concreto. Una persona che affronta un periodo di forte pressione lavorativa può iniziare a dormire meno, mangiare in modo irregolare, ridurre il movimento. Il cortisolo aumenta, il sistema GABAergico fatica a compensare, la serotonina si altera. A livello psicologico emergono irritabilità e difficoltà di concentrazione. Se a questo si aggiunge una narrazione mentale rigida: “Non sono all’altezza”, “Devo farcela a ogni costo”, la flessibilità cognitiva si riduce ulteriormente. Il risultato è un circolo vizioso tra biologia e interpretazione. Il benessere mentale consiste nell’interrompere questo circolo, ristabilendo equilibrio sia nei comportamenti sia nella prospettiva.

La salute mentale è dunque integrazione. Integrazione tra sistema limbico e corteccia prefrontale, tra emozione e pensiero, tra mediatori chimici e significato esistenziale. Non è l’assenza di ansia, ma la capacità di attraversarla. Non è l’assenza di tristezza, ma la possibilità di sostenerla senza identificarsi completamente.

Come scriveva Rainer Maria Rilke, “Abbi pazienza con tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore.” La salute mentale è questa pazienza attiva: non eliminare l’ombra, ma imparare a conviverci senza esserne dominati.

In fondo, mente e corpo seguono la stessa legge: equilibrio dinamico. Una mente agitata non riflette; una mente eccessivamente rigida non apprende. Il benessere mentale è la capacità di tornare alla calma dopo l’agitazione, di riorganizzarsi dopo la tensione, di restare flessibili anche nelle difficoltà.

E forse tutto questo può essere riassunto in poche parole: “La mente è tutto. Ciò che pensi, diventi.”  Buddha

La luce del percorso

C’è un suono nel rumore,

C’è una danza nel movimento,

che prendono vita illuminando il percorso.

E non servono più rigidi cartelli che ci descrivono la giusta direzione,

ne servono strade che ci imprigionano in un percorso che non conosce meta,

ma serve semplicemente camminare, respirare e ascoltare.

Scoprendo così che in ogni passo vive un’emozione,

libera, intensa, luminosa, diversa, essenziale per il tuo e soltanto tuo viaggio.

Fabio Peruzzi

 

 

 

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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