“25 APRILE 1945-2025” – Il 25 aprile e il discorso del Re – di Mariantonietta Valzano

Il 9 aprile Re Carlo ha tenuto un discorso al Parlamento italiano che, a mio avviso, sarebbe stato degno di uno statista italiano. Non solo ha dimostrato rispetto nell’uso, anche se parziale, della lingua italiana, ma ha mostrato rispetto per la nostra Storia, la nostra cultura e la nostra “Resistenza”, ringraziando il popolo italiano per aver nascosto i soldati inglesi durante le operazioni di liberazione dell’Italia dal regime nazi-fascista. Ha ribadito il grande valore e il coraggio dei cittadini e cittadine del nostro paese nella guerra di resistenza, di opposizione e contrasto alla ferocia nazifascista, commemorando anche la partigiana Paola del Din che quest’anno compie 102 anni.

Re Carlo ha ricordato il valore dell’Italia antifascista come fondante della nostra cultura e della cultura europea, ribadendo una unità di intenti con gli stessi valori della democrazia anglosassone.

Alla luce di alcune riflessioni odierne, tra guerre e conflitti generati da autocrazie mascherate da democrazie, possiamo dire che il giorno della liberazione è la commemorazione globale di tutte le persone che, in quegli anni bui della Seconda Guerra Mondiale, si adoperarono per vincere l’oppressione di un regime che, per dato di fatto e non per diceria, ha causato morte, distruzione, torture, povertà, deportazioni, oscurantismo e disuguaglianza nella giustizia.

In questo si deve ricordare il sacrificio di tutti quei soldati non italiani ma americani, inglesi, olandesi che hanno perso la vita nelle battaglie che via via si snodarono su tutto il territorio nazionale. Soldati-persone che hanno “abbracciato” una lotta non in terra natia finendo per restarvi per sempre nei cimiteri di Anzio e di Cassino, ad esempio.

Il 25 aprile dobbiamo ricordare la Resistenza Italiana, fatta di soldati e civili, persone, che si sono opposti alla scelleratezza di chi con ostinazione ha ostentato adesione ad una dittatura, che ha partorito le leggi razziali e che poi ha promulgato in modo inetto, causando morte e dolore, trascinando la popolazione italiana in un baratro fatto di giorni e giorni di prigionia e di stragi indegne della essenza di “esseri umani” come Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto. Vergogna e dolore rinchiusi in un armadio per non “disturbare” i patti di Yalta, che poi oggi hanno generato, a distanza di decenni, ancora una guerra in seno all’Europa, financo in seno ai suoi confini. Stragi, morte, distruzione, torture come è il solito inglorioso prodotto.

Il 25 aprile bisogna ricordare che la liberazione ha consegnato l’Italia alla possibilità di un futuro migliore per il quale uomini e donne si sono spesi e ci hanno messo tutto il loro coraggio. Ognuno facendo la sua parte, ognuno con l’obiettivo e la speranza di lasciare un futuro migliore ai propri figli. Anche se oggi sappiamo che, in alcuni casi, pochi ma ci sono stati, le vendette personali e le esecuzioni sommarie hanno tentato di sporcare quella lotta per la democrazia e la libertà, resta il valore di tante persone, di ogni colore politico e di diverse nazioni che hanno LIBERATO la nostra Patria martoriata, dando a noi oggi la possibilità e il diritto di parola, di espressione, di realizzazione nel rispetto di sé e degli altri, in un ecumenismo di potenzialità che possono dare al futuro speranza e pace. Libertà che purtroppo non viene valorizzata, ma abusata e confusa con una anarchia di intenti che portano al caos, dimenticando che tutti coloro che oggi la vituperano lo possono fare perché ci sono state persone che gli hanno garantito anche questo diritto: il diritto di pensare non in linea con un disegno politico  dominante ma in ottica ampia che garantisca un confronto aperto destra – sinistra che dovrebbe essere civile e sempre improntato all’interesse comune di sviluppo, in ogni sua accezione, di  libertà, ecumenica e dignitosa per ogni persona, cittadini e cittadine.

In tutto questo dobbiamo ricordare e ringraziare Paola Del Din che ha effettuato undici voli di guerra, paracadutandosi per portare informazioni e documenti cruciali, anche con una caviglia rotta, per contribuire, per fare la sua parte nella liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Donna coraggiosa e caparbia che ha seguito un duro addestramento, immaginiamo le difficoltà logistiche e umane per una preparazione da lancio con paracadute che ha dovuto superare. Riflettiamo anche sulla tensione ideologica di ogni corrente della Resistenza, formata da cattolici, comunisti, liberali repubblicani e ex soldati che lo Stato Italiano aveva abbandonato senza una efficace coordinazione. Quanto coraggio e sacrificio hanno sostenuto per garantirci oggi il libero pensiero, per garantirci il diritto di esprimerci. Non sottovalutiamo mai ciò che abbiamo. Oggi Paola Del Din é l’ultima testimone vivente di questa liberazione, la liberazione di tutti.

TUTTI!

Mariantonietta Valzano

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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3 risposte a “25 APRILE 1945-2025” – Il 25 aprile e il discorso del Re – di Mariantonietta Valzano


  1. 💕🌸

  2. Avatar di culturaoltre14 culturaoltre14 scrive:

    La ringrazio Signor Valdevit, dobbiamo ringraziare Mariantonietta Valzano che ha dato vita ad un articolo ottimamente strutturato, non tralasciando di far notare quanto sia stato più avveduto il monarca inglese nel sottolineare l’importanza di questa Giornata della Liberazione, rispetto ai membri del nostro Parlamento!

  3. Avatar di valdevitsilvio valdevitsilvio scrive:

    Gentile Professoressa,
    ha fatto molto bene a mettere in risalto il pregnante discorso del re Carlo sulla Resistenza italiana, similare a quello importante del nostro Presidente della Repubblica a Genova. Purtroppo tra il pressoché assordante silenzio dei nostri governanti che pure han giurato sulla Costituzione. Penso sia giusto anche ricordare che anche dopo il 1945 nel nostro paese si è continuato a lottare positivamente per la difesa e lo sviluppo del nostro regime democratico. Per fortuna lei potrà continuare a scrivere altri così bei articoli, con l’importante obiettivo di informare i giovani, per non regredire ma gradatamente migliorare. Cordialmente Silvio Valdevit Lovriha

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