GIORNO DELLA MEMORIA – Per non dimenticare –”Il genocidio” di Gabriella Petrelli

La memoria è tesoro e custode di tutte le cose.
Cicerone

La pioggia batte sui vetri in una fredda serata di gennaio.Il gatto sornione dorme, in una totale indifferenza, sul letto.Gli accarezzo il pelo lucido e mi ricambia con le fusa
Sto riflettendo, in una situazione privilegiata, sulle tragedie del Novecento ed in particolare, visto che ne ricorre l’anniversario, su quella nazifascista che ha mutato non solo la storia del secolo ma ha trasformato il mondo umano inducendolo a trovare parole per comprendere e decifrare l’indicibile
Ho dinnanzi a me le differenti interpretazioni di illustri storici che hanno cercato di afferrare le radici del fenomeno insieme alle sue peculiarità. Ma forse aveva ragione Nietzsche quando affermava la circolarità del tempo e l’impossibilità di redimersi tramite una visione diversa della storia.Quello che vediamo intorno a noi senza nulla togliere all’efferatezza nazista,è un ripetersi inaudito di violenze che riguarda molte parti del mondo
La strage di intere popolazioni civili per mancate spartizione del territorio o al contrario per invasioni imperialiste, non sono da meno. Le violenze che si scatenano tra differenti etnie, i pregiudizi ciechi che discriminano le persone ci indicano che la ferocia umana di qualsiasi natura essa sia,non è ancora terminata.
Jung parla di una dimensione inconscia dell’archetipo dell’ombra che racchiude l’insieme delle pulsioni distruttive da cui si generano odio,disprezzo,impulsi omicidi
Il genocidio degli ebrei e altre stragi anche nella storia recente realizzano in condizioni economiche e politiche fragili
Atti di inaudita violenza come se fosse normali prassi quotidiana. Vi è in questi casi,come afferma Hanna Arendt nel suo libro Le origini del totalitarismo, un vero e proprio capovolgimento della realtà per cui l’organizzazione razionale, perfetta con cui uccidere migliaia di persone diveniva prassi qutidiana, compiti da svolgere.In tali circostanze non solo si è perduto il senso di umanità ma anche capovolto la concezione della realtà e della storia. Anzi è come se la storia venisse confermata dalla stessa violenza
Anche oggi la violenza sembra l’unico modo per risolvere qualsiasi controversia, o il metro di confronto con gli altri
Ma vi sono altrettante strategie per dirimere conflitti, ottenere risultati che il mondo continua ad ignorare.
Occorre, dunque, agire in modo da eliminare nella quotidianità le cause che portano al conflitto, al disprezzo dell’altro perché diverso da noi, ai sentimenti di rancore e di rabbia, all’affermazione prepotente dell’io, ad una ragione che disprezza i sentimenti divenendo solo tecnica e strumentale. Solo così forse potremmo asciugare il pianto per coloro sono state e sono vittime innocenti dei conflitti.

Gabriella Petrelli

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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1 risposta a GIORNO DELLA MEMORIA – Per non dimenticare –”Il genocidio” di Gabriella Petrelli

  1. Avatar di valdevitsilvio valdevitsilvio scrive:

    Tutti molto importanti gli articoli pubblicati per la giornata della memoria. Sento il bisogno di manifestare questo mio pensiero e cioè che indubbiamente siamo difronte a crudeltà e atrocità dell’oggi quali la guerra in Ucraina o nel Medio oriente ma che l’Olocausto non ha assolutamente paragoni. Per cercare di spiegarmi porto questo esempio, se può rendere l’idea. Uccidere gli animali in genere è una brutta cosa ma decidere di eliminare del tutto una specie, magari tutti i leoni o tutti gli elefanti, privare l’umanità di un unicum è appunto crimine specifico, una perdita totale. È stato e deve restare il male assoluto, irripetibile. Questo occorre sappiano le nuove generazioni affinché mai più si possano verificare eventi simili.

    È naturalmente solo una mia considerazione.

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