È spesso il caso a determinare o vietare gli eventi e questa volta si tratta della bizzarria di un computer, andato in tilt, che ha ugualmente conservato una parte di ciò che gli era stato affidato. È il computer del critico Carmelo Aliberti che stava trattando l’ambizioso progetto di una “Storia della Letteratura Mondiale”.
Alcuni personaggi del lavoro già ben avviato si sono salvati e fra questi il grande autore russo Fëdor Dostoevskij di cui Aliberti scolpisce magistralmente personaggio, opere e pensiero in una stesura colta, ma limpida, facilmente accessibile, con senso di grande ammirazione per un talento difficilmente riscontrabile, la cui lettura è al seguente link:
FEDOR DOSTOJEVSKI UN MAESTRO UNIVERSALE DI LETTERATURA
La storia dell’autore (Mosca, 1821 – Pietroburgo, 1881) è nota, la riassumiamo a brevi linee: scuola militare d’ingegneria promosso ufficiale, preferì dedicarsi alla letteratura. Aderì alle idee del socialismo utopico di Vissarion Grigor’evič Belinskij di cui lesse in pubblico la lettera inviata a N. V. Gogol’. Nel 1849 fu arrestato e condannato a morte. L’esecuzione già approntata venne sospesa e fu mandato ai lavori forzati in Siberia, pena che scontò per quattro anni. Questo periodo lo prostrò fisicamente (fatica, freddo, fame, stenti) e moralmente, ma riuscì a forgiargli il carattere e la profondità del pensiero. Aliberti traccia tutto il suo pesiero creativo e di ogni opera ci dà un DNA così saliente da immedesimare immediatamente il lettore. Scorrono così i titoli delle opere: “Le memorie dalla casa dei morti”, “Il villaggio di Stepančikovo e i suoi abitanti”, “Memoria dal Sottosuolo”, “Umiliati e offesi”, “I fratelli Karamazov”, “Il giocatore”, “L’idiota”, “I demoni”, “L’adolescente”, “Povera gente”, “Il sosia”, “Le notti Bianche” (in cui forse il vero protagonista al di là dei personaggi e delle vicende è la città di Pietroburgo), “Il giocatore”, “Delitto e castigo”, “Umiliati e offesi”. Ognuna delle opere è inquadrata in relazione al tempo e allo sviluppo del pensiero in Russia e in Europa. Un lavoro, questo di Aliberti, di grande interesse, precipuo e perfettamente assimilabile, che merita interesse e attenzione e dovrebbe anche servire per avere della Russia e dei suoi Maestri, nel campo delle arti, diversa considerazione rispetto a quella odierna, per le vicende belliche in corso.
lucio zaniboni
