
“Ti do me stessa” di Antonia Pozzi è un inno appassionato all’amore, una poesia che scava nel profondo dell’anima dell’autrice e si offre come un dono di bellezza e trascendenza. La lirica è un viaggio attraverso i tesori della natura e dell’esperienza umana, condivisi con il destinatario dell’amore.
La poetessa inizia il suo canto con la dichiarazione audace e intima: “Ti do me stessa.” Questo non è solo un regalo di presenza fisica, ma un’offerta completa dell’essenza di Pozzi. Le notti insonni, i sorsi di cielo e stelle sulle montagne, la brezza dei mari che solca verso albe remote – ogni dettaglio è donato con una generosità senza riserve. Pozzi continua a dipingere quadri vividi dei suoi momenti più significativi, dal sole vergine dei suoi mattini a favolose rive, colonne superstiti, ulivi e spighe. I meriggi sul ciglio delle cascate, i tramonti ai piedi delle statue e sulle colline, tra i cipressi animati di nidi – ogni immagine è un frammento di vita trasformato in un dono d’amore. Il linguaggio della poesia è ricco di immagini evocative, con metafore che catturano la bellezza e la profondità degli affetti. La meraviglia della creatura, il tremito del suo stelo vivente, il cerchio degli orizzonti piegato al vento limpido della bellezza – ogni parola contribuisce a costruire un ritratto straordinario di amore e connessione. La conclusione della poesia è un inno all’ammirazione e alla contemplazione. Antonia Pozzi invita il destinatario ad accogliere lo sguardo nei suoi occhi, così densi di cielo e profondi come secoli di luce. Questa immagine suggella il dono, rivelando la trascendenza e l’infinita bellezza che la poetessa attribuisce all’oggetto del suo amore. In sintesi, “Ti do me stessa” è una poesia che penetra nel cuore e nell’anima. Antonia Pozzi si svela completamente, donando non solo i momenti preziosi della sua vita, ma anche la sua capacità di percepire e celebrare la bellezza del mondo e dell’amore. Un capolavoro di generosità e poesia che continua a risplendere attraverso le pagine del tempo.
Ti do me stessa,
le mie notti insonni,
i lunghi sorsi
di cielo e stelle – bevuti
sulle montagne,
la brezza dei mari percorsi
verso albe remote.
Ti do me stessa,
il sole vergine dei miei mattini
su favolose rive
tra superstiti colonne
e ulivi e spighe.
Ti do me stessa,
i meriggi
sul ciglio delle cascate,
i tramonti
ai piedi delle statue, sulle colline,
fra tronchi di cipressi animati
di nidi –
E tu accogli la mia meraviglia
di creatura,
il mio tremito di stelo
vivo nel cerchio
degli orizzonti,
piegato al vento
limpido – della bellezza:
e tu lascia ch’io guardi questi occhi
che Dio ti ha dati,
così densi di cielo –
profondi come secoli di luce
inabissati al di là
delle vette.
Antonia Pozzi
Poesia tratta dalla pagina facebook: Emma di cielo bagnata
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