Il caldo infuocato di questi giorni d’estate più che farmi pensare alle spiagge affollate mi porta nelle campagne assolate, le tante campagne del Sud, cariche di siccità, dove il sole è così forte da diventare allucinante nel rumore di passi che si trascinano tra le zolle, alla ricerca dei frutti sopravvissuti alla calura e all’arsura. Non sono lontani da noi uomini che, sotto il sole rovente, lavorano per una misera “paga” che non garantisce lontanamente di vivere in condizioni “almeno” decorose. Eppure, i tanti lavoranti occasionali, reclutati e ammassati, sono persone, uomini e anche donne che vivono, o vorrei dire, sopravvivono, imbavagliate da una mascherina che diventa una cortina di silenzio! Per il caldo si può morire sì, ma se muore una persona già abbronzata, fa poco danno. Per il caldo non si sopravvive, sì, ma se sono persone senza identità che già non fanno numero nella vita quotidiana, che danno c’è? Senza voler mettere in mezzo la politica, la religione, l’ideologia, la demagogia a ogni costo, io vorrei solo parlare di umanità, un’umanità che si è persa tra i campi di terra che non è più generosa perché ha troppo sofferto e ha imparato a chiudersi in solchi sempre più profondi scavati dall’aridità. L’opulenza di tante ricche tavole è metafora di benessere mentre il sacrificio di anime senza suolo si impoverisce di vita. “Se questo è un uomo”, scriveva Primo Levi raccontando la prigionia subita nel campo di Auschwitz nel 1944, portando tutti noi a riflettere sul fatto che oggi viviamo di sicurezza e affetti, racchiusi nelle nostre abitudini, mentre una volta gli uomini diventavano dei numeri e ne venivano uccisi migliaia ogni giorno; ma nei campi sempre più desertificati del Sud, non sono ugualmente prigionieri tanti esseri umani che sono non solo numeri, ma pedine di commerci e traffici che danno ricchezza e guadagni a gente senza scrupoli? Si combatte una guerra parallela e doppia: la guerra dei braccianti, che sin dalla famosa inchiesta di Franchetti e Sonnino è tuttora una cicatrice aperta nei latifondi del Mezzogiorno e la guerra dei “diversi”; diversi per il colore della pelle, per le radici etniche e per gli storici pregiudizi che ancora avviluppano la nostra società. Si sa perfettamente che il lavoro in agricoltura è duro e faticoso e storicamente è stato caratterizzato da condizioni di lavoro precarie e relazioni di grave sfruttamento. Oggi si sta verificando quasi una sorta di sostituzione della manodopera, che ha visto già dagli anni ’90 un utilizzo di migranti stranieri, impiegati per un breve lasso di tempo, reclutati velocemente e soprattutto durante la stagione della raccolta, che viene pagata poco più di 2 euro l’ora. Sono deprecabili le condizioni in cui vivono questi lavoratori stranieri, sfruttati e costretti a stare in situazioni di degrado nei ghetti costruiti con lamiere e cartoni ai bordi delle città, con un alto rischio di contrarre malattie dovute all’allarmante disagio igienico-sanitario, per non parlare poi del caldo soffocante che contribuisce ad accentuare la condizione di vulnerabilità. Mi chiedo, a questo punto, senza addentrarmi nello specifico per evitare reiterate discussioni inerenti razzismo e diversità, come possiamo definire chi usa e manipola altri esseri umani per spietate leggi di mercato, come possiamo ancora credere nei valori che si ispirano al rispetto e alla tutela della vita. Chiudo citando liberamente, ancora una volta, Primo Levi, chiedendomi: “Ma questo è un uomo?”.
Maria Rosaria Teni
Meta
-
Articoli
- DIVAGAZIONI LETTERARIE: “IMAGELAND”– di Myriam Ambrosini – 8^ capitolo 30 Maggio 2026
- “La responsabilità” di Simone Weil – a cura di Maria Rosaria Teni 28 Maggio 2026
- “Fiori di loto” di Francesco Lombardo – “Letture indipendenti – Segnalazioni” 27 Maggio 2026
- “I LIBRI DI CULTURA OLTRE”: “Urlano le memorie” di Lucio Zaniboni 22 Maggio 2026
- “Welcome in Siria. Surreal Tour” – Intervista ad Angelo Maddalena, autore del libro. 22 Maggio 2026
-

Per collaborare con la Rivista o per inviare i vostri contributi (recensioni, articoli, segnalazioni) scriveteci all'indirizzo: cultura.oltre@libero.it Il materiale pervenuto sarà valutato e pubblicato a discrezione della Redazione. Per contattare la redazione:
Cultura Oltre © 2014 Fondatrice: Maria Rosaria Teni
Tutti gli articoli in questo sito sono protetti dai diritti d’autore ai sensi di l: 22/4/1941, n.633. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l’autorizzazione dell’autore.
Dal 2000 in base alla legge 248: ”Tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene moralmente ed economicamente a chi l’ha creata. Pertanto è illegale
( legge 22 aprile 1941 N° 633 – legge 18 agosto 2000 N° 248 ) copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parti di essi se non dietro esplicita autorizzazione. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali”.https://www.facebook.com/CulturaOltre14
Community
Premio letterario "Vitulivaria"
Patrocinio della “Provincia di Lecce – Salento d’Amare”
PREMIO LETTERARIO VITULIVARIA – memorial Gerardo Teni – Nona edizione
“Dov’è la libertà?” – Antologia del Premio Vitulivaria- 8^ edizione
Premio Vitulivaria 2025: Alcuni momenti della cerimonia di premiazione
Sabato 26 a Novoli cerimonia premiazione del Premio letterario “Vitulivaria – memorial Gerardo Teni”
Calendario
Categorie
Statistiche del blog
- 277.835 lettori
Commenti recenti
-
Articoli recenti
- DIVAGAZIONI LETTERARIE: “IMAGELAND”– di Myriam Ambrosini – 8^ capitolo
- “La responsabilità” di Simone Weil – a cura di Maria Rosaria Teni
- “Fiori di loto” di Francesco Lombardo – “Letture indipendenti – Segnalazioni”
- “I LIBRI DI CULTURA OLTRE”: “Urlano le memorie” di Lucio Zaniboni
- “Welcome in Siria. Surreal Tour” – Intervista ad Angelo Maddalena, autore del libro.
No questo non è un uomo…
Questo è il ritorno ad una concezione simil feudale del lavoro, dove la moderna schiavitù è giustificata dalla concezione che siamo tutti padroni del nostro capitale umano… Liberi a tal punto da vederci come schiavi
Ottimo articolo analisi approfondita e senza sconti complimenti direttrice
Grazie del commento così appropriato e preciso. Bisogna continuare a parlare di situazioni così aberranti e disumane!
Pingback: “Ma questo è un uomo?” di Maria Rosaria Teni – Cipriano Gentilino
Condivido tutto ! E condivido articolo .
Ti ringrazio🌹