
Non so cosa sia questo spasmo interiore, palpitante,
che rende la mia anima messaggera universale dell‘indefinibile che è in me.
È uno struggente e continuo fremito che assale e scuote il mio cuore,
impregnando ogni mio pensiero di sorda tensione emotiva.
È un meraviglioso impellere,
un tarlo dell’anima che cesella, senza tempo parole.
Un tessere fili
intrecciati di sentimenti e sensazioni.
E, mentre collego e cesello voci nel tempo,
come una scossa vibrano le mie emozioni nel cuore altrui.
È una pennellata che colora d’improvviso questo mondo in bianco e nero,
svuotato, perennemente, da un continuo dolore.
L’umanità urge di note sparse di poesia.
Sono i versi dei poeti che da secoli la illuminano d’amore.
Concetta La Placa

Vasilij Kandinskij – Giallo, rosso e blu 1925.
