
Ho un dolore cieco e soffro senza pena, Marina Donnaruma
..dalla pioggia posso ripararmi con l’ombrello,
per il dolore lo dipingo di poesia…Grazia
Ho un dolore cieco e soffro senza pena,
mi è rimasto impigliato tra i capelli
e le mani troppo rigide per strapparlo ma mi vorrei salvare
e provare a vivere il domani.
Un angelo per me, dei fiori per me,
un foglio bianco per le mie parole
piegate come farfalle in un origami leggero.
Sono infelice per una maledetta malinconia
e mucchi di cenci senza colore.
Scrivo,questo per assassinare il mio dolore,
parole come archi di violino
diventano musica e le vedo alte e leggere,
ali e vele, e aquiloni che librano nel cielo,
il cielo invaso da alfabeti pastello.
Questo dolore di pietra, fermo
lo spacco,
lo demolisco e cosi rimane piccolo,
io allora in mezzo ci posso stare,
posso dormire ,
non spegnere la speranza e farla rimanere tale,
come la morte che non sia morte,
il dolore non sia dolore,
cosa sarà dell’amore?
cosa sarà se io prego e tu non mi ascolti!
Il mio foglio coloro ,
le parole dipingo rosa,verde, gialle, rosse, azzurre,
il dolore scompare,
il dolore è buio,
non lo descrivo, lo coloro.
Il mio cuore batte,
trova pace l’anima mia,
confondo tra i colori ciò che è buio.
La poesia colora di emozioni il silenzio,
un quadro alchemico che disegna di Dio
per trovare pace. Iris G. DM
