Scarpette rosse,
che restano a ricordare i piccoli passi
che risuonarono nelle ignare stanze
di famiglie felici,
in un tempo che è eterno
di un dolore cocente, mai morto….
Com’ era il colore degli occhi?
E quello dei capelli danzanti nel vento?
Com’ erano i volti di quegli innocenti,
degli angeli strappati
all’abbraccio delle madri e dei padri?
Strappati ai loro occhi
e alla carezza dei mattini dorati dell’infanzia;
alle verdi colline
della speranza di una giovinezza
sognata e mai raggiunta?
La giornata della memoria!
Fumo che al cielo s’innalza
come una preghiera…
Oggi il silenzio è
un grido strozzato sulle macerie della vita.
Sul cumulo
di piccoli calzari, il rosso
garrisce nel triste vento:
è il colore
di orfane scarpette,
profumo senza patria
di rose non fiorite.
Antonio Teni


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