” A settembre, un vuoto…” di Maria Rosaria Teni

editorialeSiamo più soli in questa fine estate martoriata da notizie devastanti e da una guerra infinita; siamo più tristi in giornate in cui la vita sempre più incenerisce sotto luoghi senza pace e si contano macerie dove prima brillava il verde della speranza. Ci ha lasciato un grande uomo e lo ha fatto improvvisamente, senza clamore, come senza clamore era vissuto tra ospedali da campo e colpi di mitraglia, tra feriti e uomini deturpati da odi e crimini irragionevoli. Non è facile parlare di Gino Strada, ho aspettato un po’ prima di scrivere di lui anche perché non si può parlare di una persona eccezionale senza rischiare di cadere nella banalità, nella retorica, convinta tuttavia che oggi sia sempre più difficile incontrare persone eccezionali. Ma Gino Strada era eccezionale e soprattutto lo era perché non dava l’impressione di esserlo, perché dava l’impressione che tutto ciò che faceva fosse normale, fosse la logica conseguenza di dimostrare il nostro essere tutti fratelli e tutti in dovere di aiutare il prossimo in difficoltà. Non ripeterò, enunciando le sue innumerevoli doti, quanto sia stato immenso nel prestare la sua professione, tra l’altro indirizzata al servizio di tutti e senza riscontri economici e carriere superbe tra corsie di gente ricca. Gino Strada era così: umile, riservato, umano e semplicemente ha ridato fiducia, sorriso e vita a chi aveva perso tutto e non aveva speranze.  Era anche un uomo arrabbiato, lui che vedeva le atrocità più impensabili e, nei salotti televisivi, con cipiglio autorevole tentava di far capire che la guerra è tra noi e non solo in paesi lontani e su schermi televisivi corredati da commenti a volte stereotipati e sterili. Il suo sdegno traspariva dagli occhi che mandavano lampi di indignazione di fronte a politiche asettiche e personalistiche che, pure a conoscenza di dinamiche assurde, non hanno mai modificato comportamenti superficiali e inefficaci. Gino Strada dava fastidio quando percuoteva le sopite coscienze di gente perbene che ha vissuto elargendo ogni tanto un po’ di denaro ma mai un po’ di reale partecipazione, accontentandosi di mandare un bonifico e tacitare un refolo di senso di colpa. Egli non aveva riguardo perché gli altri non ne avevano nei confronti di tanti esseri umani dilaniati da bombe e fame, vessati da violenze e brutalità inenarrabili che cercava di raccontare anche in libri che, ahimè, non hanno mai vinto nessun premio se non quello di una umanità senza confini. Soleva dire che ignorare la sofferenza è una sorta di violenza verso i più deboli, verso più fragili e la guerra colpiva soprattutto coloro che non potevano difendersi depredando nella vita. Militante sotto la bandiera dell’umanità da salvare ha investito le sue energie per salvare la vita sempre anche sotto tendoni fatiscenti e con strumenti rudimentali.
Maria Rosaria Teni

Grazie Gino Strada, un saluto e un ricordo che si imprime nei nostri cuori attraverso le tue parole: “Quel che facciamo per loro, noi e altri, quel che possiamo fare con le nostre forze, è forse meno di una gocciolina nell’oceano. Ma resto dell’idea che è meglio che ci sia, quella gocciolina, perché se non ci fosse sarebbe peggio per tutti. Tutto qui. È un lavoro faticoso, quello del chirurgo di guerra. Ma è anche, per me, un grande onore.”
Lettera da un chirurgo di guerra, trascrizione da “Pappagalli Verdi”

Avatar di Sconosciuto

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
Questa voce è stata pubblicata in Editoriale. Contrassegna il permalink.

Rispondi